NO AL NUCLEARE! Leggete la verità



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Mentre nel resto del mondo si parla di energie rinnovabili, mentre l’Austria abbandona il nucleare e trasforma una vecchia centrale nucleare in una solare, mentre si stima l’inutilità e la breve vita del nucleare… l’Italia cosa fa? Torna al nucleare!!!
Non c’è che dire, alla stupidità umana non c’è limite… Ma se in molti altri stati si sta abbandonando il nucleare un motivo ci sarà oppure no? Vediamone alcuni:

Primo: è antieconomico, le centrali funzionano efficientemente solo con enormi sovvenzioni statali. Rubano denaro allo sviluppo di impianti eolici,solari ecc
Secondo: passeremo dalla dipendenza dal petrolio e dai petrolieri a quella dell'uranio e degli "uranieri".
Terzo: è una fonte non rinnovabile, anch'essa stimata in esaurimento in 50 anni. E dato l'investimento enorme io non penso che una centrale sia fatta per funzionare pochi anni per poi reinvestire in centrali eoliche o solari. Quindi il treno rinnovabili dopo aver speso soldi per il nucleare non sarà più prendibile.
Quarto: rifiuti pericolosi che sono una mina vagante. Andrebbero stoccati in depositi speciali,anch'essi costossimi. noltre sapete si che questi rifiuti rimarranno tossici e pericolosi per circa un centinaio di anni ed oltre? Inoltre ricordiamoci che siamo in Italia, un paese che non riesce nemmeno a gestire i rifiuti! Rifiuti che vorrei ricordare in altri paesi rappresentano quasi una ricchezza!
Quinto: il pericolo. Non tanto delle centrali,quanto appunto di questi rifiuti.
Sesto: il fatto che le rinnovabili non possano coprire il fabbisogno energetico mondiale è vero nel breve periodo, ma nel lungo con adeguati investimenti e ricerche scientifiche sarà possibile arrivare di fatto al 100%

GREENPEACE
Roma, Italia — Secondo Greenpeace l’accordo firmato oggi tra Italia e Francia sul nucleare è a tutto vantaggio di Sarkozy, che sta cercando di tenere in piedi l’industria nucleare francese, ma non offre all’Italia nessuna garanzia di maggiore indipendenza energetica – tecnologia e combustibile arrivano dall’estero – ed è anzi contro gli obiettivi europei di breve termine.
Il Governo continua infatti a parlare di nucleare, mentre ha appena firmato accordi europei vincolanti per giungere a una quota del 35 per cento di energia elettrica da fonti rinnovabili al 2020. Il nucleare sottrarrà risorse allo sviluppo delle rinnovabili, oggi ferme al 16per cento, e il risultato potrebbe essere una nuova procedura d’infrazione davanti alla corte Europea. “L’Italia ha già perso il treno del nucleare 30 anni fa, ora cerca di perdere quello per l’energia pulita del futuro ritornando su una tecnologia sporca e pericolosa che non ha mai risolto alcuno dei suoi problemi”, afferma Francesco Tedesco, responsabile Campagna Energia e Clima di Greenpeace.
Il nucleare, infatti, non ha risolto nessuno dei problemi, da quello delle scorie alla sicurezza intrinseca alla proliferazione nucleare. Anche raddoppiando l’attuale numero di reattori, cosa che accelererebbe l’esaurimento delle risorse accertate di Uranio che, ai livelli attuali, non superano i cinquant’anni, il contributo del nucleare alla riduzione delle emissioni sarebbe marginale, non oltre il cinque per cento. Con gli stessi investimenti in maggiore efficienza energetica negli usi finali l’effetto di riduzione delle emissioni sarebbe fino a sette volte superiore
“La lobby nucleare - spiega Giuseppe Onufrio, direttore di Greenpeace - cerca di evitare una crisi legata alla marginalizzazione di questa tecnologia che, nei mercati liberalizzati, come in USA, è sostanzialmente ferma da 30 anni. Gli unici investimenti effettuati, infatti hanno riguardato il ripotenziamento e la manutenzione dei vecchi impianti”.
Per la tecnologia francese EPR, esistono solo due cantieri: uno in Finlandia e uno in Francia, nessun impianto ancora funziona. In Finlandia i costi effettivi a metà della costruzione hanno già superato del 50 per cento il budget. L’autorità di sicurezza nucleare finlandese ha riscontrato 2100 non conformità nel corso della costruzione. Il Presidente Sarkozy, in assenza di nuovi ordinativi, ha annunciato che la Francia, cioè lo stato, chiederà a AREVA – società quasi interamente pubblica – di costruire un secondo reattore EPR in Francia. Una implicita dimostrazione che nucleare e mercato non sono compatibili: a ordinare reattori dovrebbe essere un’azienda non lo stato.
“Il nucleare - denuncia Onufrio - è una fonte costosa, rischiosa e basata su una risorsa, l’uranio, molto limitata. Una scelta scellerata che serve solo a pochi interessi di un settore che il mercato ha già bocciato”.

no nucleareLEGAMBIENTE
Legambiente ha appena presentato un dossier, passato ovviamente sotto silenzio tra i media italiani, in cui denuncia l’incredibile scandalo del nucleare italiano, dei suoi costi e dell’inutilità della sua costruzione, oltre che alcuni eventi tipicamente italiani che riguardano fondi di svariati milioni di euro scomparsi per poi riapparire dove non dovrebbero.
La ricerca è partita osservando l’esperienza delle altre nazioni in cui il nucleare esiste già, che va in controtendenza con le politiche italiane. L’esempio più eclatante è quello della centrale finlandese di Olkiluoto-3, che sarà la più grande centrale nucleare al mondo, quando sarà terminata.
La sua costruzione è iniziata nel 2005 con un budget di 3,2 miliardi di euro. Pochi, se pensiamo ai 3-3,5 stimati dall’Italia. La sua ultimazione era prevista per il 2009, ma ritardi dovuti ad aspetti tecnici, che a guardare le altre centrali sono normali, hanno spostato l’inaugurazione della centrale al 2011 con altri due miliardi aggiuntivi di costi base. Se non dovessero esserci altri rinvii tra 3 anni la Finlandia avrà una nuova centrale nucleare che sarà costata 5,2 miliardi di euro. E adesso vediamo l’Italia. Il costo di ogni centrale nucleare prevista dal Governo Berlusconi è di 3 miliardi, massimo 3,5. La prima pietra per la loro costruzione sarà posta nel 2013. Se andiamo a calcolare il tasso di inflazione degli ultimi anni, sperando che non aumenti, anche se le stime sono paurose, dovremmo già rivedere questo budget iniziale al rialzo, e nemmeno di poco. Dopodichè bisogna valutare i costi iniziali che le centrali come quella finlandese o quelle di altre nazioni che il nucleare ce l’hanno da anni non sostengono (individuazione dei siti e inizio dei lavori di adattamento, fabbricazione del combustibile, acquisto delle barre di uranio e riprocessamento delle stesse) che porterebbero ancora a lievitare il costo base.
A questi bisogna aggiungere eventuali ritardi che, conoscendo i metodi di lavoro “all’italiana” (con eventuali, purtroppo, caduti sul lavoro), non possiamo sperare che siano inferiori ai due anni finlandesi e ai 2 miliardi in più, potreste capire che i 3 miliardi stimati dall’Enel e dal Ministro Scajola sono molto più che ottimistici. In soldoni possiamo stimare che come costo di base per ogni centrale nucleare non dovremmo scendere sotto le stime della tedesca E.On e dell’americana Moody’s, che non possono stimare le centrali progettate in Italia con un costo inferiore ai 6 miliardi di euro, il doppio. Se poi ci aggiungiamo anche l’inflazione ed eventuali ritardi, non ci sembra assurdo prevedere un costo di 8-10 miliardi di euro, il triplo di quello che il Governo prevede nel 2008.
Un altro scandalo tutto italiano è che, nonostante siano 20 anni che in Italia è vietato il nucleare, la maggior parte dei fondi per la ricerca sono destinati al nucleare e solo una piccola parte alle energie rinnovabili. E’ stato stimato che in Europa circa il 48% dei fondi destinati alla ricerca prendano la strade del nucleare. In Italia, che c’è il divieto, essi sono il 53%, contro il 10% verso le rinnovabili. Un piccolo miglioramento c’è stato nel 2006 con le rinnovabili al 13% e il nucleare al 24,8%.
Inoltre il cosiddetto risparmio per le famiglie italiane sarà molto dubbio, dato che il costo sulla bolletta del nucleare italiano sarà circa il doppio (stando alle stime del 2008) di quello americano, tra l’altro di seconda generazione, dato che sono 30 anni che non si costruiscono centrali nucleari negli States.
Ma pensate che i circa 10 miliardi per costruire la centrale siano tutto il problema? Purtroppo non è così. Infatti il costo iniziale di una centrale nucleare è solo il 25% del totale, mentre tra la gestione e lo smaltimento dei rifiuti (i più tossici esistenti) il costo si raddoppia. E siccome nessuna centrale riesce a coprire autonomamente i costi di gestione, ci si rivolge agli aiuti statali, che per erogarli sono costretti ad aumentare le tasse, che si traducono in altri soldi sborsati dai cittadini.
Ma i costi per lo Stato non terminano qui. Nell’eventualità che avvengano incidenti nucleari, dovrebbero intervenire le assicurazioni. Il problema è che nessuna assicurazione potrà mai risarcire i danni causati da un incidente simile a quello di Cernobyl, e così c’è un tetto massimo per cui possono garantire la copertura finanziaria: 300 milioni di dollari negli Stati Uniti, 350 milioni in Giappone, 540 in Russia, 650 milioni in Canada, fino ai 2,5 miliardi di euro in Germania. Tutti i danni eccedenti questa soglia sono a carico dello Stato. Per Cernobyl è stato stimato che l’Ucraina abbia sborsato 121 miliardi di dollari di danni, 3,8 sborsati dalla Russia e 84 dalla Bielorussia. Se in Italia dovesse avvenire un incidente grave, anche meno di quello ucraino, lo Stato andrebbe in bancarotta. A questo punto la domanda è: ce n’è proprio bisogno?


E ci sarebbe ancora molto altro da scrivere, da aggiungere e da mostrare! Internet per chi volesse approfondire il discorso, è pieno di informazioni a riguardo! Speriamo che qualcosa riesca a fermare questa ennesima cavolata…

FONTI:
http://www.greenpeace.org/italy/ufficiostampa/comunicati/nucleare-italia
http://www.ecologiae.com/il-costo-del-nucleare-e-lo-scandalo-italiano/1900/
http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20080112034716AA3GH95


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