Anime in pena
Il TOUR fantasma per le vie di Roma



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Spiriti senza testa o senza mani. Spettri ancora alla ricerca disperata dell’amore e luoghi dove si possono vedere gli spettri della Roma leggendaria
Ecco le “presenze” delle notti romane…
I fantasmi di  Roma, nonostante i suoi quasi 3000 anni di storia, non sono poi molti e i pochi sono quasi tutte figure femminili, con qualche celebre eccezione per il fantasma di re Umberto I di Savoia, assassinato il 29 luglio del 1900 è il marchese Luca de Marchettis morto suicida.
Di re Umberto I di Savoia qualcuno dice d averlo visto aggirarsi nei pressi della sua tomba al Pantheon e dare un messaggio politico al carabiniere che di notte veglia le sue spoglie, mentre del  celebre marchese romano morto suicida gettandosi dalla finestra del suo palazzo dopo una seduta spiritica, si dice che apparirebbe ancora oggi vestito con uno smoking in via San Calepodio.
Un'altra figura maschile è quella di


MASTRO TITTA

Vero nome Giambattista Bugatti, è stato il penultimo boia di Roma ed eseguì ben 514 "giustizie" in 68 anni di carriera, tra il 1796 e il 1864. Nessun altro boia in nessun altro paese e tempo lo ha mai uguagliato. Si dice che ami passeggiare, alle prime luci dell'alba, intabarrato nel manto scarlatto da "lavoro" nei luoghi dove ha eseguito le sentenze, ossia davanti la chiesa di S. Maria in Cosmedin, a Piazza del Popolo e, soprattutto a piazza di ponte S. Angelo dove è possibile vederlo davanti un'antica abitazione sita all'angolo tra Via Paola e Lungotevere degli Altoviti. Si dice anche che, a volte, offra una presa di tabacco a colui che incontra.
Ricordiamo, per inciso, che la tabacchiera, come il manto sono entrambi conservati al Museo Criminologico di Via Giulia e che una presa di tabacco Mastro Titta la offriva ai condannati poco prima di essere giustiziati.

Tornando invece alle figure femminili troviamo
Messalina, moglie dell’imperatore Claudio che anche da morta non dimentica il suo carattere passionale, si dice che vaghi ancora per il Colle Oppio in cerca di avventure amorose.
E se Messalina vaga ancora nella speranza di notti focose, c’è anche lo spettro di Berenice, amante dell’imperatore Tito accusata di stregoneria che vaga nei pressi del Portico di Ottavia nella speranza di incontrare nuovamente il suo amato che non smise mai di amarla per tutta la vita.

Ma non è finita qui ….
Ecco a voi le storie delle più celebri “fantasme” della capitale.


COSTANZA CONTI DE CUPIS

Nobildonna vissuta nel XVII secolo la sua bellezza stava nelle sue mani; cosi affusolate, perfette e  bianche che furono immortalate in un calco da un artista dell’epoca che le fece diventare famose in tutta la città solo esponendole nella sua bottega. Furono proprio quelle splendide mani a diventare la sua sfortuna. Un giorno una veggente le predisse che una delle mani le sarebbe stata tagliata, la giovane scossa dal presagio si rintanò nel suo palazzo situato in via dell’Anima vicino piazza Navona a cucire ma si punse un dito, quella piccola ferita le causò un’ infezione che si estese in fretta e l’unica soluzione fu quella di amputarle la mano ormai gonfia e piena di piaghe. Il rimedio non fu efficace e Costanza morì tra le febbri dell’infezione.
Si dice che da allora, nelle notti di luna piena si veda dietro le  finestre del suo palazzo la sagoma di una piccola mano pallida

beatrice cenciBEATRICE CENCI

Giovane aristocratica vissuta alla fine del 1500.
Francesco, il padre era un uomo violento e brutale che non perdeva mai l’occasione per maltrattare i membri della famiglia, anche dopo la denuncia alle autorità da parte di Beatrice il padre non si fermò anzi si incattivì ancora di più e cacciò Beatrice dal palazzo confinandola nel castello in provincia di Rieti. I soprusi non finirono e i figli decisero di uccidere il padre, il delitto non rimase impunito cosi vennero denunciati e condannati a morte, nonostante il popolo fosse consapevole delle brutalità del padre protestò per cercare di salvare i giovani che però vennero decapitati a Ponte Sant’Angelo l’11 settembre 1599.
Da allora il fantasma di Beatrice ogni 11 settembre vaga per il ponte che porta a Castel Sant’ Angelo con la sua testa tra le mani.


donna olimpiaPIMPACCIA, O DONNA OLIMPIA

Bella, astuta, arrivista ed avida…
Nata nel 1592 da un’umile famiglia di Viterbo, sposò in seconde nozze Pamphilio Pamphilj fratello del cardinale che da li a poco sarebbe diventato Papa Innocenzo X. Grazie a questo matrimonio, Olimpia Maidalchini detta “Pimpaccia”, scalò con facilità i gradini del potere diventando consigliera del Papa e sovrana assoluta del palazzo Pamphilj, situato all’estremità sud di piazza Navona. La sua fortuna finì quando il cognato Papa Innocenzo X, morì nel 1655 e lei si ritirò nel suo castello viterbese dove morì di peste due anni dopo. Oggi la si può vedere sfrecciare per Ponte  Sisto con la sua carrozza mentre fugge da Roma.
Ma cari lettori non è finito qui ….
A Roma ci sono molti luoghi  dove nel silenzio della notte  si possono incontrare i tanti spiriti che vagano in attesa del giorno del giudizio….. lasciando  dietro di sé come un rimpianto di vita, un'eco del mondo che fu loro o un ricordo dei torti subiti.
Ebbene, perché l'incontro si realizzi vanno osservate poche ma indispensabili regole. Vediamo quali: Innanzitutto si deve assumere una posizione "possibilista" verso l'esistenza dei fantasmi, dopo di che, occorre evitare assolutamente i luoghi troppo chiassosi e illuminati. E' consigliabile anche pensare intensamente a colui o colei che vorreste incontrare e, una volta realizzato il contatto, evitare movimenti bruschi o grida di sorpresa. Basta un nulla a  spaventare un fantasma e per ricacciarlo aldilà della frontiera del visibile.
Ecco a voi alcune storie e alcuni posti di Roma dove è possibile nelle notti silenziose incontrare queste anime in pena….


PIAZZA SAN PIETRO IN VINCOLI

In una fredda notte d'inverno di alcuni anni fa ad un nottambulo capitò di vivere un'esperienza a dir poco inquietante: stava per imboccare la salita di S. Francesco di Paola, accanto a piazza San Pietro in Vincoli, quando gli sembrò di sentire un lamento provenire dalla piazza davanti a sé, poi silenzio.
Era appena entrata nella via, quando, questa volta alle spalle, sentì senza ombra di dubbio il rumore di un carro che si avvicinava a tutta velocità. Istintivamente si scansò, ma, benché il fragore lo superasse per svanire in fondo alla via, non vide assolutamente nulla.
Ma non era ancora finita: di nuovo udì, proveniente sempre dal centro della strada, il lamento di prima e poi, finalmente, tornò, profondo, il silenzio.
A questo punto, chiunque se ne sarebbe andato in tutta fretta, ma non così fece il nostro nottambulo, il quale si avvicinò al luogo da dove era venuto il lamento e non vide nulla, solo una grande pozza d'acqua, in cui inavvertitamente mise i piedi. Tornato a casa, nel levarsi le scarpe, le vide tutte sporche di sangue.
Una possibile spiegazione: Via San Francesco di Paola corrisponde al Vicus scelestus (Vicolo scellerato), di epoca romana. La tradizione racconta che in quel luogo la moglie di Tarquinio il Superbo, Tullia, vide riverso in terra il corpo del padre, Servio Tullio, appena ucciso dal marito e in segno di odio e disprezzo, non placa di essere stata l'istigatrice della sua morte, lo travolse anche con il suo carro, sporcando le ruote e le vesti del sangue paterno.


MURO TORTO

E’ difficile al giorno d'oggi, con il traffico che tutti noi conosciamo, immaginare il Muro Torto, ovvero il tratto che partendo da Piazza del Popolo porta a Pincio, come era fino a solo duecento anni fa. Eppure, con uno sforzo e portandosi in zona in una notte senza luna e non prima delle due o tre del mattino, si può ritornare a quei tempi lontani, quando le mura avevano "appena" tre secoli di vita e i barbari rappresentavano il più grande pericolo per Roma.
Siamo nel 536 d.C. e quel tratto di mura, che ancora oggi si chiama torto all'epoca con un ancora più chiaro "ruptus", minacciava da anni di franare, ma nessuno pur essendo la città assediata dai Goti di Totila  lo riparava in quanto era comune convinzione che fosse sotto la protezione personale e diretta dell'apostolo Pietro.
Qualunque fosse la verità, una cosa era certa: né allora né mai, nel corso della plurimillenaria esistenza di Roma, un nemico è entrato in città dalla parte del muro torto.
 
Ora vi chiederete si ma dei fantasmi?
Ci sono e sono anche strettamente legati alla storia sopraelencata , infatti per molti secoli, fino ad un passato relativamente recente, ai piedi del muro torto venivano seppelliti i corpi di coloro che non erano giudicati degni di riposare in terra consacrata (ossia prostitute, delinquenti, sospette streghe), quindi la zona era ed ancora sarebbe infestati dalle anime di defunti insoddisfatti e in attesa di una sepoltura cristiana e i loro lamenti, secondo alcuni, più che la protezione dell'Apostolo, furono il vero motivo per cui nessuno si sia mai avvicinato troppo a quel tratto di mura.
Ai piedi del Muro Torto furono sepolti i corpi di Targhini e Montanari, i due carbonari giustiziati (boia Mastro Titta) sotto Leone XII, il 23 novembre 1825. Una notte, una donna fu trovata svenuta per la paura: stava pregando le anime dei due giustiziati di darle un terno sicuro, quando aveva sentito un rumore alle spalle; voltatasi, aveva visto le ombre di Targhini e Montanari venirle incontro con la testa in mano.

TORRE DELLE MILIZIE

La Torre delle Milizie risale all'undicesimo secolo e prende nome da una nobile famiglia del medioevo. Colpita da un fulmine nel 1300, ha perso il terzo ed ultimo livello, ma domina tuttora i Mercati Traianei. La leggenda, però, la vuole molto più antica, addirittura di epoca romana; infatti è dalla sua cima che Nerone si sarebbe affacciato a suonare la lira mentre Roma bruciava. Se si sta bene attenti, nelle notti di luna piena ancora oggi è possibile vederne il fantasma nei pressi con una lira in mano e lo sguardo che riflette le fiamme.


PIAZZA DI SPAGNA

Nelle sere d'autunno, per i vicoli di Trastevere passa silenziosa una figura di donna, con il viso celato da un velo nero: si tratta di Lorenza Feliciani, la bella romana, moglie del famoso mago Giuseppe Balsamo, più noto come Conte di Cagliostro.
Rasentando i muri, senza far rumore, l'apparizione, di cui nessuno ha mai visto il volto, arriva al ponte Garibaldi, lo attraversa e raggiunge Piazza di Spagna. Qui, nel luogo dove Cagliostro, accusato da lei stessa di stregoneria, fu arrestato, scompare in una chiazza d'ombra, mentre dal nulla escono una risata di scherno ed un grido: "Lorenza!".

LUNGOTEVERE PRATI

Sul Lungotevere Prati sorge una chiesetta neogotica consacrata al Sacro Cuore del Suffragio, che molti a Roma chiamano "il piccolo Duomo di Milano".
Alla sua destra ospita un museo più unico che raro: il Museo delle anime del Purgatorio. Esso comprende stoffe, tavolette, libri, fotografie e alcune scritte in più lingue che illustrano gli oggetti e ne raccontano le storie. Fra la chiesa attuale e la casa dei religiosi esisteva un tempo una cappella dedicata alla madonna del Rosario, che fu danneggiata da un incendio scoppiato il 15 settembre 1897.
Quando fu domato, su un lato dell'altare era rimasta l'immagine di un volto che venne subito identificato in quello di un'anima del purgatorio. Da questa apparizione nacque il piccolo museo, in quanto il sacerdote Victor Jouet ne fu indotto a condurre studi sulle apparizioni delle anime del purgatorio in Italia ed in altri paesi.


VIA DEL PLEBISCITO

Questa storia risale ai primi anni del Novecento e ancora sono vivi i figli del protagonista, per cui una certa riservatezza è d'obbligo.
Un giovane signore, non ancora trentenne, passeggia lungo Via del Plebiscito, a pochi passi da Largo Argentina, quando vede un'anziana signora che rischia di essere travolta da un omnibus una sorta di autobus a cavalli. Si lancia verso di lei, l'afferra per le spalle e, quasi certamente le salva la vita. La vecchina, superata il primo spavento, l'invita a salire a casa sua a prendere un caffè, il giovane accetta volentieri e senza dover fare molta strada, il portone è proprio lì vicino al luogo dell'incidente, raggiunge l'appartamento che è al primo piano di un palazzo di recente costruzione. Viene ad aprire la porta la sorella gemella dell'anziana signora e, dopo una mezz'ora di piacevole conversazione, il giovane le saluta e torna a casa.
L'indomani, trovandosi a passare di nuovo, per ragioni di lavoro, in Via del Plebiscito, vede le persiane dell'appartamento delle due vecchine sprangate e così, di nuovo, il giorno dopo e quello dopo ancora.
Incuriosito, più che preoccupato, il quarto giorno chiede al portiere dello stabile se le due sorelle siano per caso partite. "Sono morte due anni fa, caro signore", gli risponde quello dalla guardiola. "Impossibile!!!  sono stato a casa loro a prendere il caffè appena tre giorni fa!" esclama il giovane.
Di fronte alle insistenze dell'uomo, il portiere accetta di condurlo nell'appartamento: stanze vuote, odore di chiuso; insomma il silenzio tipico dell'abbandono. Ma su un tavolino, paurosamente s'impongono tre tazzine vuote di caffè.
Il protagonista della vicenda venne, poi, a sapere che le due sorelle erano morte praticamente nello stesso momento due anni prima. L'una, travolta da un omnibus e l'altra colta da un attacco di cuore, alla finestra di casa, nel vedere la sorella in strada, morente.

Giorgia Di Stazio


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Scritta da: RR il 03/07/2010

a roma ci stanno pochi fantasmi o presenze maligne. è la città santa ed è protetta in ogni via dalle edicole delle madonnine

Scritta da: gregorio il 03/06/2010

da anni cerco l'esperienza di una visione di spettri in roma sono disponibilissimo a cercarli insieme a qualcuno esperto aiutatemi

Scritta da: andrea il 19/02/2009

Salve! Sono un giornalista del quotidiano Metro e vorrei fare un servizio sui fantasmi romani e soprattutto su chi, nottetempo, li va ad osservare. Ora: sui fantasmi so quasi tutto. Manca il resto. Se qualcuno ha qualcosa di interessante da raccontarmi può contattarmi su juanciomancio@yahoo.it. Grazie!

Scritta da: Majuro il 07/01/2009

Ciao Massi! :D. Beh si potrebbe anche fare.. perchè no! :)

Scritta da: Massimo il 30/12/2008

Messaggio per Mauro e David...Ragazzi organizziamo un tour per roma di notte in cerca di fantasmi???