chat
UserName:

PassWord:


MESSAGGIO PER TUTTI GLI UTENTI:
Dal giorno 30/01/2012 per poter commentare qualsiasi articolo è necessario registrarsi al sito. Questa nuova modalità ci permette di avere un sito composto da interventi più utili e interessanti, di gestire più facilmente utenti e commenti, di creare interazioni più veloci e di aggiornare più spesso i contenuti del sito. Questo primo cambiamento è solo il primo passo, in futuro noterete nei vostri profili altre funzioni. BUONA NAVIGAZIONE! (NB. I nuovi moduli sono ancora in fase di test, ci scusiamo quindi per eventuali disagi o malfunzionamenti).

UFO. Tra il mistero e il mito



• Leggi Commenti
• Scrivi un commento
• Partecipa al Forum
• Cerca nel Sito

CONDIVIDI QUESTO ARTICOLO SU:



MISTERI E MITI
Il 24 Giugno 1947 rappresenta la data ufficiale di inizio dell'ufologia moderna: quel giorno un uomo d'affari statunitense, Kenneth Arnold, in volo sul suo aereo privato nello Stato di Washington, osserva nei pressi del monte Rainer nove oggetti argentei che si muovono in formazione "a cuneo", simile a quella delle anatre. Descrive quelli oggetti come dei piatti o sassi che "rimbalzavano sul pelo dell'acqua"; un giornalista che intervistò Arnold li riportò come flying saucers (piatti volanti); in Italia l'espressione venne tradotta con il termine "disco volante".
Il fatto focalizzò l'attenzione dei mass media sull'esistenza di fenomeni non spiegati osservati in cielo. Episodi analoghi a quello che ebbe Arnold per protagonista si moltiplicarono, altri tornarono alla memoria: i razzi fantasma sulla Scandinavia nel 1946 (ritenuti missili V-2 catturati dai russi ai tedeschi); i foo-fighters (fenomeni luminosi di forma globulare, osservati da aerei militari tedeschi e alleati durante la guerra in Europa e sul Pacifico); gli aerei fantasma (senza contrassegni apparenti, volanti nei cieli scandinavi negli anni Trenta in condizioni atmosferiche proibitive); le aeronavi (specie di dirigibili con riflettori o luci, avvistati in USA nel 1896-97 e in Gran Bretagna nel 1909). Si tratta solo di un interesse dell'oggi, prodotto da delicate situazioni geopolitiche e sociologiche del nostro pianeta? Anche nei secoli passati il mito UFO ha creato speranze e apprensioni?

roswellTali domande chiamano in gioco, in generale, anche il molto o il poco che sappiamo di civiltà antichissime e scomparse: qual è l'origine della scrittura? Che cosa sapevano dell'universo civiltà fiorite millenni prima di Cristo? A che cosa serviva ai Babilonesi conoscere l'anno di Sirio? Si può pensare che già da millenni si sapesse che la Terra è rotonda, o che non è al centro del sistema solare? Quali conoscenze hanno portato a realizzare monumenti e tecnologie oggi ancora incredibili? Erano in grado gli antichi di volare, di impiegare l'elettricità o la telepatia? Che ne è stato di civiltà scomparse molto prima dell'invenzione della scrittura, e che corrispondenze ci sono fra esse e miti nati successivamente? E infine: ci sono mai stati contatti con esseri di altri mondi, in epoche a noi lontanissime?
Buona parte di queste domande possono trovare risposte razionali, resta però il fascino esercitato da enigmatici riscontri di periodi della storia dell'umanità privi di scrittura e ricostruibili solo tramite interpretazioni frammentarie. Di miti, leggende, documenti controversi ce ne sono moltissimi. In questo articolo si accennerà solo a quelli cui sono state attribuite "soluzioni" che potremmo definire "ufologiche", ma che sicuramente nascondono verità che ancora non siamo in grado di mettere a fuoco.


Video Parte 1
Video Parte 2
Video Parte 3
 


LA PISTA DI NASCA
La civiltà di Nazca (odierno Perù meridionale), fiorì fra il III e il X secolo d.C. e fu tra le più progredite dell'America precolombiana. Fra le testimonianze che ci sono rimaste, la più famosa è costituita dagli enormi disegni, nominati come "piste", sull'arido altipiano di PALPA, che risalirebbero a millecinquecento, anni fa. Vi sono raffigurati una scimmia, un ragno, un colibrì, una balena, fiori, mani, spirali, con dimensioni da tre a duecento metri; il tratto segue sempre una linea retta, anche quando di prolunga per svariati chilometri su terreno accidentato. Tali "piste" furono scoperte dall'archeologo peruviano Julio Tello, nel 1926: dall'alto di una collina si scorgevano linee appena distinguibili e coperte alla vista di chi restava in pianura. Esse erano state create rimuovendo delle pietre dalla superficie e lasciando esposta la ghiaia sottostante, di colore giallo chiaro, in quella zona desertica non piove mai, e le linee sarebbero potute restare quasi in eterno; una volta esposte alla luce, si erano andate lentamente scurendo. Ciò spiega perché fossero visibili solo dall'alto.
Per quanto si sa, i protagonisti di questa civiltà non potevano volare: a che cosa servivano dunque delle piste visibili solo dall'alto? Vennero formulate molte teorie, delle quali le più suggestive ipotizzano la possibilità di fornire un atterraggio sicuro a delle mongolfiere o... a degli UFO.
L'archeologo Paul Kosok, nel 1941, affermò da parte sua che i segni erano utilizzati per osservazioni astronomiche e calcoli di calendario.
Nel 1968 l'astronomo Gerald Hawkins, confrontando gli allineamenti di Nazca con la carta celeste nei secoli, rilevò la corrispondenza fra le linee e la posizione delle Pleiadi nell'anno 610 d.C.
Nel 1977 Tony Morrison (che non è la scrittrice americana premio Nobel, ma un produttore cinematografico con l'hobby dell'archeologia) parlò dei tracciati con fini religiosi: i cumuli di pietra congiunti delle linee sarebbero stati resti di santuari. Morrison scoprì inoltre, in Bolivia, un analogo sistema di linee. La sua ipotesi, anche se interessante, non spiega comunque perchè queste piste siano visibili solo dall'alto.
Una quarta possibilità, che ogni tanto riemerge dal dibattito in ambito archeologico, è che in realtà alcune popolazioni dell'America del Sud fossero in grado di costruire oggetti volanti a vapore, una sorta di mongolfiere.
L'ultima ipotesi, quella più nota e affascinante, è stata avanzata dagli ufologi: le linee sono piste di atterraggio per i nostri "fratelli cosmici".
Moltissime civiltà, peraltro distanti fra loro (Egitto, Mesopotamia, America, India), contemplano, nel loro patrimonio religioso, il culto di dèi che provengono dal cielo. E pare che tali civiltà disponessero di conoscenze astronomiche molto più complesse di quanto si potrebbe supporre sulla base dei mezzi a loro disposizione.
Forse conosceremo la verità il giorno in cui una nave spaziale conosciuta, atterrando sulle piste di Nazca...

DAL NORD AL SUD
Un testo inglese del 1140, di Geoffrey di Monmouth, parla di un complesso circolare composto da enormi pietre, la Chorea Gigantum ("Danza dei giganti"), realizzato in AFRICA. Poi un popolo di giganti se la sarebbe portata in spalla fino in IRLANDA, a fungere da monumento funebre per mezzo migliaio di nobili uccisi da Sassoni. Re Uther Pendragon lo voleva in Inghilterra, il mago Merlino, con l'aiuto degli angeli, lo accontentò trasportando il tutto vicino a SALISBURY, nel Wiltshire.
STONEHENGE è un cerchio di pietre oblunghe, simili a colonne, molte delle quali sormontate da architravi del peso di parecchie tonnellate. E' quasi impossibile immaginarne un trasporto. Chi ha costruito il complesso? A che cosa serviva? Anche in questo caso le ipotesi si sprecano.

- La prima fu che stonehenge fosse una cattedrale costruita dai Druidi su un'area magica, destinata a sacrifici umani.
- All'inizio del Novecento l'astronomo e scienziato Norman Lockyer elaborò una teoria molto più complessa: gli archi che compongono i cerchi sono rivolti verso il Sole e alcune costellazioni, questa disposizione sarebbe servita per studiare gli spostamenti degli astri in base alle ombre proiettate dalle pietre e gli allineamenti tra il Sole e gli archi che si verificano in alcuni specifici giorni dell'anno.
- L'astronomo Gerald Hawkins, che già aveva indagato su Nazca (vedi pp. 8-9), asserisce che Stonehenge è un gigantesco computer di pietra, che consente di effettuare complicati calcoli sul sorgere e tramontare del Sole, sui movimenti della Luna e le eclissi.
- Ewac McKie, direttore del museo di Glasgow, sostiene che vi aveva sede una "scuola" cosmico-esoterica in rapporto, appunto, con l'arrivo in epoche remote di oggetti volanti.

C'è da aggiungere che anche in Irlanda e in Scozia (isola di Mull) sono presenti cerchi di pietre, meno noti di Stonehenge, ma avvolti dallo stesso mistero.
Alcuni racconti di ricercatori e scienziati che hanno vissuto per lunghi periodi in ANTARTIDE parlano di "presenze" che li "sorvegliavano" costantemente. In particolare presso la base statunitense di MCMUEDO, nell'isola di Ross (la più grande delle trenta basi esistenti sul continente), sono state notate apparizioni di esseri mobili e dai contorni incerti che si spostano sul ghiaccio e in volo a forte velocità, rumori di dubbia provenienza, luci in lontananza nella notte antartica in luoghi dove non ci dovrebbe essere nessuno per centinaia di chilometri.
Al triangolo delle Bermude è connesso il mistero di cui più si è chiaccherato, il mistero "doc" per eccellenza. Si tratta di un largo tratto di mare compreso tra l'isola di Bermude, Puertorico e Miami, in Florida: in quest'area si sarebbe verificata nei decenni una grande quantità di sparizioni inspiegabili di navi e di aerei. A parte che un numero considerevole di questi "incidenti" hanno in realtà avuto luogo al di fuori del Triangolo, sono state avanzate varie spiegazioni.
- Per qualcuno si tratterebbe di deformazioni spazio-temporali, peraltro di dubbia dimostrabilità.
- Altri ipotizzano sommovimenti del fondo del mare, ancora collegati con il leggendario disastro di Atlantide, il continente che sarebbe stato presente fra Europa e America e che sarebbe sprofondato nel mare decine di millenni fa.
- Altri ancora fanno riferimento a giacimenti di metano ghiacciato e compresso sotto i fondali oceanici. La fuoriuscita di grandi bolle di gas a causa del cedimento di fondali sarebbe in grado di creare giganteschi fenomeni di risucchio. Per quanto riguarda la scomparsa di aerei in volo, le stesse bolle di metano, innalzatesi nell'atmosfera, si potrebbero incendiare a contatto con motori surriscaldati. La spiegazione è plausibile, ma non per la scomparsa di interi equipaggi di navi, ritrovate in perfette condizioni.
- Infine, contemporanei avvistamenti di oggetti volanti nell'area hanno fatto collegare queste sparizioni con l'attività di "rapimento" operata da navi spaziali aliene.

TECNOLOGIE "TROPPO SOFISTICATE"
Esistono strumenti o loro componenti, ritrovati durante scavi in tutto il mondo e datati anche millenni prima di Cristo, a proposito dei quali risulta difficile immaginare che siano stati costruiti da civiltà poco evolute: da ciò l'attribuzione "aliena" di tali tecnologie.
Una di queste è la pila di Baghdad, che risale a circa tremila anni fa. Si tratta di una batteria a secco costruita secondo il modello di Volta e Galvani. Tale apparecchiatura funziona perfettamente anche oggi, tanto da ipotizzare che l'energia elettrica fosse a disposizione di antiche civiltà molto prima di quanto si supponga. Può essere vero? Come i protagonisti di queste civiltà erano arrivati a scoperte così avanzate? Perchè in seguito se ne sono persi l'impiego e la conoscenza? Una delle ipotesi porta appunto all'origine (e alla proprietà dei diritti...) extraterrestre.
Un altro esempio è il cosiddetto "computer di Antihythera", dal nome dell'isola dell'Egeo dove è stata rivenuta una macchina calcolatrice, di tipo meccanico, nella forma di una lastra bronzea corredata da una quarantina di rotelle. Anche questo oggetto, risalente a duemilacento anni fa, è perfettamente funzionante ed è in grado di operare con la massima precisione calcoli estremamente complessi. Altro "regalo" degli UFO?
Osservazioni analoghe possono essere fatte per la costruzione di monumenti immensi: le piramidi egizie e quelle dei Maya, le statue dell'isola di Pasqua, la Muraglia cinese...
Esistono poi alcune "opere d'arte", ritrovate in diverse parti del mondo, che sarebbero molto più antiche della presenza dell'uomo sul pianeta.

1) L'archeologia israeliana Na'am Goren-Imbar, nel 1980, ha trovato sulle alture del Golan (terra oggi contesa fra Israele e Siria) una statuetta a forma di essere umano incisa nel tufo vulcanico. La statuetta ricorda oggetti di origine paleolitica (venti-venticinquemila anni fa), mentre l'esame al carbonio 14 parlerebbe addirittura di più di trecentomila anni. La statua si trovava all'interno di uno strato di tufo spesso quattro metri e quindi era da escludere ogni possibilità di frammistioni fra strati geologi diversi. Un luminare statunitense in materia, il professor Alexander Marschack, si è espresso a favore della datazione proposta dalla collega israeliana.
2) Le amigdale sono utensili primitivi ricavati scheggiando pietra. A SWANSCOMBE (Inghilterra), ne sono state trovate alcune di duecentomila anni fa, che presentano al centro una conchiglia fossile.
3) Un accurato esame dei minerali e della microflora presenti hanno fatto datare, secondo alcuni archeologi, la costruzione della grande e maestosa statua della sfinge, in Egitto, addirittura a diecimila anni prima di Cristo: essa sarebbe quindi di gran lunga anteriore alle Piramidi e alla civiltà egizia. Chi ha potuto costruire un monumento così grande?

GLI DEI DEL CIELO
Tutte le culture dell'antichità hanno una forte relazione con dèi che abitano il cielo e molti di questi dèi dispongono di "carri volanti" per spostarsi, scendere sulla Terra e risalire in alto: Ptah, Atum, Amon, Iside e Osiride nell'Egitto dei Faraoni; Anu e Marduk per Accadi, Sumeri, Assiri e Babilonesi; El e Baal presso i Fenici, Varuna e Rudra tra gli Indiani; Zeus e Apollo per i Greci; gli Elohim popolavano il cielo degli Ebrei; Giove quello dei Romani, Wotan e Thor quello dei Germani.
Un discorso analogo può essere fatto per i "luoghi sacri" che, come nel caso di Nazca, potrebbero essere antiche piste di atterraggio e partenza di Ufo: i monti Oreb, Sion e Sinai per gli Ebrei; Parnaso, Ida, Liceo e Olimpo per i Greci; Meru, Mainaka e Kailasa per gli Indiani; ancora il Sinai per i Sumeri, gli Assiri e i Babilonesi...
I sacerdoti "leggevano" gli eventi del cielo, anche quelli più lontani (tutti i popoli antichi avevano una conoscenza stupefacente della volta celeste), come messaggi per i terrestri. All'attività divinatoria era spesso associata un'attività artistica (disegni su vasi, tavolette, colonne) e grazie a questa molti ufologi di oggi attribuiscono significati "extraterrestri" a molti dei miti religiosi dell'antichità.
I gruppi iniziatici dell'antica Grecia (i famosi misteri orfici), per esempio, parlavano dell'"occhio di fuoco che gravita su di noi senza peso" per indicare il Sole, ma anche ogni oggetto avvistato nel firmamento.
Il dio germanico Thor guidava un carro volante trainato da due arieti (due razzi?) e disponeva di un micidiale martello che dopo aver colpito tornava nelle sue mani. Era anche dio del tuono, e alcune leggende gli attribuivano questa facoltà proprio per il chiasso del suo carro in fase di discesa o salita. Identico discorso vale per i cavalli volanti delle Walkirie, il vestito alato di Wieland, l'abito da falco di Loki e la sua "astronave" a forma di noce.
In Egitto era comune attribuire agli dèi addirittura l'esplicito utilizzo di un "disco volante", o di un grosso uovo dotato delle medesime possibilità. I Faraoni sapevano che per poter ottenere la via celeste a fianco delle divinità dovevano essere seppelliti nelle piramidi; queste erano collocate in una determinata posizione rispetto al cielo, in modo che i messaggeri degli dèi potessero riconoscerli.
Gli scrittori latini Plinio il Vecchio, Tito Livio e Seneca hanno scritto dell'avvistamento di "scudi volanti".
Gli antichi testi indiani stimolano un vasto repertorio di ipotesi: il Ramayana parla di carri volanti, infuocati e dal rumore terribile; il Mahabarata racconta come, nel momento della battaglia decisiva fra due famiglie di origine divina, vari dèi arrivassero dal cielo su oggetti volanti e prendessero parte alla lotta deviando i proiettili e indirizzandoli a favore dei propri alleati; il Vishnu Purana parla dei manvantara, lunghi periodi di tempo cui presiede un Manu, padre delle razze umane e sicuramente abitante dei cieli. Passi di questi testi appaiono come espliciti riferimenti a essere extraterrestri: "Quando il mondo scomparirà, gli Aditya si manifesteranno come dodici soli" dal (Mahabarata); gli Asvin, fratelli divini e signori della luce, appaiono all'alba a bordo di un luminoso carro d'oro (dal Rigveda); i chakra, oltre che essere i centri di energia del corpo umano, nelle mani di Brahma diventano dischi infuocati che solcano il cielo e lanciano saette letali; infine i Vimana, antiche navi volanti descritte in più testi, hanno forma ovale o sferica, volano a velocità incredibili ed emettono fumo e fiamme; non possono essere danneggiati né bruciati; restano immobilinel cielo; diventano invisibili e spiano i pensieri degli uomini.
In tutti i casi cui si è accennato l'interpretazione oscilla sempre fra due possibilità; il rapporto diretto con il cielo, quindi con il Sole, i pianeti e le stelle come divinità visibili; oppure il ricordo tramandato nei millenni di visitatori extraterrestri arrivati su tremende macchine volanti.

VENIAMO "DA FUORI"?
Tutti indicano il 1947 come data di inizio dell'ufologia moderna. Ma prima?
Un prima vero e proprio non esiste, perché non disponiamo di una documentazione su fenomeni affini, se si escludono poche e confuse tracce, come l'osservazione in USA nel 1986 e in Inghilterra nel 1909 di vaghi oggetti luminosi, oppure i "velivoli" presenti sullo sfondo di dipinti famosi. Per non dire dei riferimenti a dir poco ambigui in testi di varie epoche; da Plutarco a Dante fino a Nostradamus, con frasi di particolare evocatività e poeticità e di parimenti dubbia interpretazione.
La caratteristica comune di questi presunti segnali di presenze aliene nel passato è che tutto passa per l'interpretazione che noi ne diamo oggi, ormai abituati a fantascienza e voli spaziali. D'altra parte, essendo stata inventata la scrittura solo da seimila anni circa, non ci sarebbe nemmeno stata la possibilità di trasmettere eventuali notizie, anche se vari indizi, secondo qualcuno, lascerebbero supporre l'arrivo di alieni nel periodo in cui la civiltà terrestri a noi sconosciute avevano raggiunto un elevato grado di tecnologia. O, addirittura, che vita e civiltà sulla Terra siano del tutto di origine aliena. In altre parole: i marziani siamo noi...
Si possono suddividere le ipotesi formulate in tre filoni:
- comete e meteoriti caduti sulla Terra in epoche remote (sei-settecento milioni di anni fa) vi hanno portato gli aminoacidi necessari per lo sviluppo della vita (questo come evento cosmico e del tutto casuale, non governato da intelligenze extraterrestri);
- "tecnici" di un altro "mondo", per motivi economico-minerari, sarebbero arrivati sul nostro pianeta quattrocentomila anni fa e avrebbero sviluppato la razza umana applicando l'ingegneria genetica al fine di assicurarsi manodopera a "buon mercato";
- noi terrestri saremmo lo stadio più basso dell'esistenza; un tempo eravamo esseri spirituali ma, a causa di una ribellione avvenuta un miliardo di anni fa circa, siamo stati degradati alla materia al fine di purificarci per poter ritornare alla condizione originaria.

La prima ipotesi si avvale di una notevole e interessante quantità di materiali, rilevazioni, studi e confronti da parte di scienziati e istituti di ricerca un pò in tutto il mondo. Come le ultime osservazioni spaziali hanno confermato, il nucleo di ghiaccio di una cometa è ricchissimo di minerali ad alta concentrazione, e quasi sicuramente di materiale chimico e gassoso in grado di suscitare eventi chimico-biologici in condizioni favorevoli. Parti di queste comete devono cioè poter cadere senza distruggersi per l'attrito con l'atmosfera su un pianeta dove le condizioni di partenza siano la giusta distanza fra un astro centrale (Sole o stella corrispondente), il regolare alternarsi di giorno e notte e delle stagioni, la presenza di acqua, una fascia di ozono che protegga dai raggi cosmici e, appunto, un'atmosfera composta da gas non venefici.
Senza chiamare in gioco grandi ipotesi metafisiche o illazioni su intelligenze lontane, questo è ciò che realmente può essere avvenuto anche per il nostro pianeta. I materiali raccolti da asteroidi o parti di essi caduti sulla Terra in zone impervie, quindi protetti da inquinamenti successivi (come al Polo Sud) e conservati come erano milioni di anni fa, paiono confermare la loro affinità con quanto rilevato a proposito delle comete.
Naturalmente si parla di reazioni che hanno portato alla comparsa di esseri monocellulari di dimensioni ridottissime (millesimi di millimetro) e dalla vita molto breve. Sappiamo però con certezza che i primi organismi sulla Terra avevano queste caratteristiche e che i rilevamenti effettuati su Marte confermerebbero la presenza, milioni di anni fa, di queste arcaiche forme di vita, che poi non hanno la medesima evoluzione a causa del clima "diventato" desertico e quindi fortemente ostile. Le stesse comete avrebbero potuto quindi fornire il medesimo corredo minerale e biologico a più pianeti; l'evoluzione sarebbe poi proseguita solo dove vi erano condizioni favorevoli.
Da dove venivano quelle comete? Oggi conosciamo le orbite di alcune di esse, quelle che più di frequente attraversano lo spazio intorno a noi. Ma miliardi di anni fa, quando l'universo era in una fase di poco successiva al Big Bang iniziale, quali astri attraversavano il cielo, e di quali corpi celesti erano frammenti impazziti? Di chi siamo davvero figli, per portare agli estremi questo discorso? Gli UFO sarebbero comunque arrivati qui senza volerlo e nemmeno senza saperlo: questa è una delle ipotesi più fondate su cui lavorano oggi gli scienziati per spiegare l'origine della vita sulla nostra piccola casa nel cosmo.

La seconda ipotesi parla invece di civiltà evolute arrivate intenzionalmente e per motivi molto concreti, basandosi su fonti provenienti dall'area mesopotamica (l'odierno Iraq, all'epoca abitato da Sumeri, Accadi, Ittiti, Hiksos, Caldei, Assiri, Babilonesi) e dal Medio Oriente in genere: tavolette scolpite, anfore e altri oggetti di uso quotidiano, statuette, confronti linguistici, comparazione di nomi e leggende di origine sicuramente anteriore a quella dell'invenzione della scrittura, avvenuta "solo" tra i seimila e i cinquemilaottocento anni fa a opera dei Sumeri, mentre l'arrivo degli UFO risalirebbe a quattrocentomila anni fa.
In molte tavolette compare un astro a forma indiscutibilmente di stella e, attorno a esso, ben undici corpi celesti. I pianeti del sistema solare sono nove; a essi è stata aggiunta la Luna, la Terra viene già indicata come appartenente alla classe degli altri pianeti. Quello che sconcerta è il fatto che il Sole è posto al centro del sistema, mentre sappiamo che per millenni gli uomini hanno assegnato questo ruolo alla Terra, e ancora più sconcertante è il fatto che questi popoli conoscessero Urano (scoperto solo nel 1781), Nettuno (1846), e Plutone (1930, nel 2006 però l'Unione Astronomica Internazionale ha tuttavia deciso di classificare quest'ultimo come pianeta nano), invisibili a occhio nudo e sconosciuti agli antichi Greci, di tremila, duemila anni fa. I casi sono due: o essi disponevano di telescopi e altre tecnologie di tipo decisamente moderno, oppure "qualcun altro" ha raccontato loro dell'esistenza di quei pianeti.
Questo "qualcuno" dovrebbe, secondo tali ipotesi, essere giunto dall'undicesimo pianeta indicato nelle tavolette mesopotamiche, che non esiste nel nostro sistema solare: Nibiru, che avrebbe avuto un'orbita esterna a quella di Plutone e sarebbe stato abitato centinaia di migliaia di anni fa da popolazioni altamente evolute.
A questo punto entra in gioco "il libro" per eccellenza della storia, la Bibbia. Essa avrebbe ragione, completamente e alla lettera, anche se in un modo ben diverso dall'interpretazione tradizionale. Jahwhè non è il Dio creatore del cielo e della Terra, il puro e perfetto "spirito" di tutte le religioni, l'Essere eterno cui nulla è impossibile e che tutto conosce, ma semplicemente il capo degli Anunnaki (termine accadico che significa indiscutibilmente "coloro che vennero dal cielo sulla Terra"...), scienziati e tecnici arrivati da Nibiru su navi spaziali al fine di estrarre oro dalle miniere delle odierne Arabia e Etiopia. Su Nibiru, dove ce n'era poco, l'oro serviva a proteggere l'atmosfera in decadimento tramite uno scudo spaziale in sospensione. Ma il lavoro nelle miniere era faticoso e si registravano molte fughe e rivolte. Gli Anunnaki notarono alcune scimmie antropomorfe pacifiche e relativamente evolute, e la loro alta tecnologia fece il resto: l'uomo e la donna "vennero creati a immagine e somiglianza" di Jahwhè, cioè del capo degli Anunnaki; Adamo, in molte delle lingue antiche, non indicava un nome proprio, ma l'essere umano in generale. Anche la cacciata dell'Eden avrebbe una sua spiegazione. L'Eden (in sumero E.din, in accadico Edinnu) era situato nell'allora verde e ridente Arabia, mentre l'assolata e spoglia Etiopia era chiamata Abzu. A seguito di rivolte, gli umani sarebbero stati deportati in Abzu e avrebbero perso la condizione felice di prediletti del signore degli Anunnaki, oltre che abitatori di un luogo splendito. In Abzu la razza umana si sarebbe poi stabilmente insediata e moltiplicata: la moderna paleoantropologia, infatti, colloca in Etiopia la culla del genere umano.
E il "diluvio universale"? Sarebbe stato provocato dagli stessi Anunnaki, aprendo dighe in più punti del loro dominio, per risolvere in modo drastico un problema: gli Anunnaki di seconda o terza generazione terrestre si accoppiavano sempre più frequentemente con donne terrestri; per paura di un decadimento della razza e di essere definitivamente sopraffatti i capi decisero per lo sterminio del genere umano tramite l'allagamento di molte terre, salvo incaricare Noè (il sumero Utnapishtim) di raccogliere quello che poteva e andarsene da un'altra parte...
La tradizione ebraica indica questi esseri venuti dal cielo in epoche antidiluviane come Elohim, ma sono molte le coincidenze con le tradizione accadicosumere. Altri episodi biblici sarebbero, di conseguenza, facilmente leggibili come contatti diretti con extraterrestri, basti pensare a Mosè che riceve le leggi sul Sinai da un "essere" luminoso sceso sul monte, o l'ascesa al cielo di alcuni profeti: sono stati portati da Nibiru?
Il Dio aristotelico, paolino e tomistico sarebbe quindi, in realtà, solo il capo di una spedizione coloniale di UFO alla disperata ricerca di oro per sopravvivere.

La terza ipotesi nasce da una tradizione esoterica trasmessa fin dai tempi dei primi cristiani e proveniente da un passato antichissimo. Molto prima dei viaggi degli Anunnaki-Elohim e di Adamo ed Eva le nostre anime erano nella condizione più pura, lo spirito assoluto, la stessa materia del Dio creatore di tutte le cose. Eravano angeli e non avevamo bisogno di nessun supporto materiale, come un pianeta, per vivere felici. La Bibbia parla di una ribellione al volere divino come l'inizio della decadenza: al seguito di Lucifero fummo proiettati nel divenire, attraverso stati di vita sempre più pesanti al fine di scontare la colpa e recuperare la purezza spirituale. Siamo arrivati sulla Terra, veri e proprio UFO, quando ci vivevano solo animali. L'individuo-anima è sempre lo stesso, ma si incarna volta per volta in un individuo concreto e racchiuso in un corpo; a seconda della sua condotta nel corso della vita, permetterà all'anima di abbreviare l'esilio o dovrà continuare a reincarnarsi fino all'estinzione di ogni segno di malvagità.
Gli UFO siamo ancora noi, e proveniamo da uno spazio incredibilmente profondo perché è quello dello spirito puro, al di là del tempo. Siamo caduti sulla Terra e dobbiamo riconquistare il "Cielo". Fortunatamente Dio ci ama tuttora e comunque, e ci invia a volte angeli rimastigli fedeli per indicarci la strada; questi ci sono vicini in modo invisibile (gli angeli custodi), ed eccezionalmente appaiono in momenti particolarmente difficili. Sono questi gli UFO di oggi, coloro che ci visitano per farci del bene: si spiegano in questo modo le visioni raccontate da vari veggenti o le apparizioni sotto forma di immagini religiose familiari per non spaventarci.


Tratto da “Atlante del mistero” di Luciano Sartirana.


CONDIVIDI QUESTO ARTICOLO SU:

Scritta da: salvatore 2023 il 11/03/2011

perche' sembra cosi strano che noi non siamo la prima razza che e' stata creata nell'universo e che qualche altra razza e stata fatta prima di noi ,con tutte le testimonianze diciamo fossili,tavolette di pietra dipinti e vari reperti,dove e' dimostrato certamenteche questi esseri sono arrivati agli albori della terra e ci hanno insegnato molto parlo solo delle razze aliene evolute non belligeranti ,mentre e sicuro che altri alieni sono ostili ne conosciamo alcune specie.le tracce parlano da se'cerchi nel grano ,rapimenti per ibridazione,crash down per aquisire tecnologia aliena,ci sono persino oggetti ritrovati fuori dal tempo cioe'che per l'era e il tempo non potevano esistere e percio' non possono che essere di matrice aliena,e solo questione di tempo ma il contatto ci sara' se pacifico o no! non lo possiamo sapere speriamo vengano i nostri evolutori quelli cioe' venuti nel passato .....