Entità Nascoste



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angeliGli angeli: un argomento spesso dimenticato dal mondo mediatico. Come tutto ciò che riguarda la sfera paranormale il mondo si divede a metà: credere o non credere.
Ovviamente chi possiede una fede forte, oppure ha provato sulla propria pelle una delle esperienze che conducono a questo mondo, è portato a credere, e fortemente direi.
Se si tratta di angeli, o fantasmi, o sfere di luce, comunque sia si tratta di forze che vanno oltre la realtà, e che esistono.
Dalle mie varie esperienze personali, posso dire che qualcosa dopo la vita esiste, anche se esattamente non so identificare se queste esistenze siano angeli, che vogliono instaurare un contatto con me.
Molto spesso, infatti mi accade di avvertire un freddo particolare in una determinata parte del corpo (detto cosi’ sembra più uno spiffero…), e anche muovendomi o coprendo la parte interessata ,inizialmente si interrompe poi continuo a sentirlo, più intenso.
Impressionante è che avviene proprio nel momento in cui meno me lo aspetto, e solitamente avviene quando non c’è nessuno attorno a me, o che comunque regni un certo silenzio.
Il più delle volte, è sotto le coperte che lo sento più intenso.
Durante questo periodo particolare della mia vita in cui sto affrontando prove molto dure, la presenza di questi “esseri” è dolce e protettiva.
Ho molti episodi da raccontare che ho vissuto in prima persona e che mi confermano che non ho le allucinazioni, e che ciò che sento non si tratta solamente di una mia impressione.
posso citarne uno che mi ha colpito in modo particolare, durante questi mesi: una sera, dopo essermi coricata, riflettevo sulla mia situazione. Lo sconforto venne presto, e improvvisamente cominciai a sentire quel freddo sulla schiena. Allora mi rigirai nel letto, coprendo la parte interessata. Il freddo tornò sempre più intenso, e dalla schiena poi improvvisamente si sposta sulla fronte. Ho sentito come una carezza protettiva, da chi ti dice: “non preoccuparti, si risolverà presto tutto”. E l’ho sentita determinante. Ricordo che dopo smisi di piangere e mi addormentai avvertendo un senso di tranquillità e di pace…
Ora non so se questa entità può essere chiamata “angelo” o “angelo custode”, comunque certamente non si tratta di una mia impressione.
Navigando sul web, molte sono le persone che sono venute a contatto con entità “buone” e talvolta salvatrici.
Di storie ce ne sono davvero molte, e non fanno che confermare la mia teoria: la morte è un passaggio verso una nuova esistenza, misteriosa, e che ci fa paura proprio perché è un terreno insondabile.

La storia di Euphie.
"Riconosco che fu molto imprudente da parte mia andare a passeggiare al tramonto nel meandro di viuzze alle spalle del capolinea dell’autobus di Los Angeles. Ero giovane e per la prima volta mi trovavo in una grande città. Dovevo aspettare la sera per recarmi ad un appuntamento di lavoro e pensai di dedicare qualche ora a visitare quel quartiere che non conoscevo. Finii per perdermi in quelle piccole strade poco frequentate, e mentre cercavo di orientarmi mi accorsi che nel buio tre uomini mi seguivano, cercando di non dare nell’occhio. Tremante di paura, feci quello che faccio sempre quando ho bisogno di aiuto: mi raccolsi in preghiera e chiesi a Dio di aiutarmi.
Quando sollevai la testa, vidi un quarto uomo che correva verso di me nel buio. O Dio, adesso ero veramente perduta! Ero così terrorizzata che mi ci volle qualche momento per rendermi conto che riuscivo a vedere quell’uomo anche al buio. Indossava un giubbotto candido e i blue-jeans, e aveva in mano una gavetta. Doveva avere circa trent’anni ed era alto almeno un metro e ottanta. Il suo viso era severo ma bello: non posso descriverlo che in questo modo. Corsi verso di lui e gli dissi: "Mi sono perduta e sono seguita da alcuni uomini. Ho paura…".
"Vieni", disse lui, "ti porto al sicuro".
Era forte e infondeva un senso di sicurezza.
"Non so che cosa sarebbe successo se lei non fosse passato di qui…", gli dissi.
"Lo so io!", disse lui. Aveva una voce profonda e melodica.
"Ho pregato tanto Dio di aiutarmi appena prima che lei arrivasse…".
Un sorriso appena percettibile apparve sulla sua bocca e nei suoi occhi: "Ora sei al sicuro". Stavamo infatti avvicinandoci alla stazione dell’autobus.
"Grazie, grazie tante!" esclamai con calore e riconoscenza. "Ciao, Euphie!".
Rimasi come folgorata. Euphie! Mi aveva chiamato per nome! Mi voltai repentinamente, ma lui era sparito!".

Tamara


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