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NATUZZA EVOLO
La mistica di Paravati



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LA STORIA DI NATUZZA

E' nata il 23 agosto 1924 a Paravati, frazione di Mileto, un paesino di tremila abitanti nella nuova provincia calabrese di Vibo Valentia ed è morta il 1 Novembre 2009, la festa di tutti i Santi. Il papa, Fortunato, non l'ha mai conosciuto, perché alcuni mesi prima della sua nascita era partito con una valigia di cartone per l'Argentina e non è più ritornato. Sua madre, Maria Angela Valente, ha dovuto arrangiarsi per racimolare un pezzo di pane, quando non era la piccola Natuzza (diminutivo di Fortunata) ad andare a mendicarlo al forno del paese.
Cresce in queste condizioni, senza mai andare a scuola, quasi facendo da mamma agli altri figli che la signora Angela ha avuto, frequentando però il catechismo con assiduita, ma senza particolare fervore. A otto anni riceve la "visita" di san Francesco di Paola - grande santo calabrese (1416-1507) - e le sembra una cosa del tutto normale. Quando riceve la prima Comunione, invece, si accorge che la sua bocca si riempie di sangue. Lei lo inghiotte, pensa di "aver mangiato" Gesù e di aver fatto peccato, ma ha paura di dirlo al sacerdote e torna a casa contrita.
Erano i primi segni di un'anima privilegiata, che si moltiplicheranno qualche anno più tardi quando, verso la fine del 1938, Natuzza va a servizio nella casa dell'avvocato Silvio Colloca a Mileto. È una ragazza svelta nei mestieri di casa, molto obbediente e schiva, che presto si conquista la fiducia dei Colloca, i quali le affidano anche le chiavi della cassetta dei soldi.
Ma un pomeriggio, quando la signora Alba Colloca offre il caffè ad alcuni ospiti, Natuzza le chiede come mai non lo avesse dato anche al sacerdote. «Scusa, quale sacerdote?» «Quello seduto con gli altri due signori» le risponde Natuzza. La signora torna in salotto, riferisce l'episodio e uno dei due ospiti racconta che suo fratello, morto da anni, era prete. Natuzza comincia a descriverlo alla perfezione. Era lui.
Nei giorni e nei mesi seguenti, Natuzza vede altri defunti, e spesso si tratta di parenti dei Colloca o di loro amici. Nel giugno del 1939 comincia ad avere perdite di coscienza e svenimenti (poi rivelatisi stati di estasi), e una volta ritornata in sé racconta di aver visto e parlato con Gesù e la Madonna, la quale le ha detto di fare la Comunione per i primi nove venerdì di nove mesi.
Un altro giorno la sentono bisbigliare: «Attenti a non far cadere quei bicchieri, sennò la signora mi sgrida!». Natuzza dice che stava parlando con alcuni angeli che erano venuti a trovarla. E quando, all'età di quindici anni, torna a casa Colloca dopo aver ricevuto la Cresima, si accorge che la maglietta è bagnata. La toglie e scopre che si è formata una grande croce di sangue.
Non sarà che quella dei Colloca è diventata la casa degli spiriti? La famiglia è un po' preoccupata, perché già in paese si mormora di queste visioni della sua domestica e la sola ombra di un sospetto, in una Calabria contadina e arretrata, potrebbe avere conseguenze nefaste per lo studio legale. Natuzza viene così portata in chiesa per alcune benedizioni esorcistiche di padre Antonio Albanese.
natuzza evoloLa sera, durante la cena, i coniugi Colloca discutono sottovoce di cosa fare di quella ragazza tanto buona ma tanto strana e adombrano l'idea di rispedirla a casa sua, a Paravati. Ma quando la signora entra nella cameretta di Natuzza per iniziare quel ragionamento, la trova in un mare di lacrime. Fra un singhiozzo e l'altro dice alla padrona: «E venuta una signora che mi ha detto che è sua madre e che voi volete cacciarmi di casa!». La signora Alba la rassicura, mentendo. Ma il giorno dopo Natuzza le chiede: «Perché vostra mamma parla con la voce abracatizza?». La signora quasi sviene: sua madre era infatti morta alcuni anni prima di un tumore alla gola e quindi parlava con la voce roca, abracatizza in dialetto calabrese. E quando le mostra una foto della mamma scomparsa, Natuzza non ha dubbi: «Sì, è proprio quella che è venuta a trovarmi ieri sera».
Nel 1941 Natuzza lascia i Colloca e va ad abitare nella casa della nonna materna. Pensa di farsi suora, ma viene presto dissuasa: è troppo povera e poi quei suoi fenomeni avrebbero turbato la vita di qualsiasi convento. E allora decide di sposarsi. Il 14 agosto 1943, si unisce in chiesa a Pasquale Nicolace, un giovane falegname che era però arruolato nell'esercito.
Il matrimonio avviene quindi per procura e dopo un "contratto": lui deve accettare di non avere una moglie come le altre e permettere a Natuzza di dividere il suo tempo tra la famiglia e il prossimo. Pasquale accetta, e dal felicissimo matrimonio nascono Salvatore (1945), Antonio (1947), Anna Maria (1950), Angela (1954) e Francesco (1956). Adesso hanno anche undici nipotini.


I COLLOQUI CON IL CIELO

II giardino segreto di Natuzza è abitato da molte presenze celesti. La signora Alba Colloca l'ha scoperta più volte inginocchiata a gridare: «Come sei bello... Ti amo pazzamente... Dimmi cosa devo fare», dopodiché la donna le diceva di aver visto e parlato con Gesù. Questi colloqui si ripetono regolarmente nella settimana santa, quando Natuzza riceve la gioia dolorosa delle stigmate.
Vede Gesù come un uomo molto alto, di indescrivibile bellezza, sempre vestito di bianco, con i capelli biondi tendenti al nocciola, con una scriminatura al centro. Qualche volta si presenta anche nelle forme di un uomo povero e con molte ferite sanguinanti. Ma quello che più colpisce Natuzza è il suo sguardo che le attraversa l'anima e la riempie di gioia. Lei attende questi incontri «con la stessa ansia di una mamma che aspetta il ritorno del figlio da un paese lontano».
La Madonna le appare invece come una donna piccolina, giovane, dell'età di quindici o sedici anni, con i capelli neri e gli occhi scuri, con il volto tondo e dalla carnagione olivastra. È quindi diversa dalle classiche iconografie occidentali, dove la Vergine ha i capelli biondi e il volto diafano. E quando lo scultore Conrad Moroder di Ortisei presenta la statua lignea secondo le indicazioni di Natuzza, lei conferma la somiglianzà, «anche se la Madonna è molto più bella».
Una delle prime apparizioni che Natuzza ha raccontato risale al 17 gennaio 1944, quando improvvisamente la sua stanza si inonda di una luce azzurra e lucentissima e le appaiono la Madonna, Gesù e san Giovanni. Lei è turbata, teme di aver tradito la loro fiducia perché si è sposata. Rassicurata che avrebbe potuto fare bene il suo dovere di sposa e di madre, quelle figure sparirono, «e si udì per tutta la casetta un cupo rimbombo, come di un tuonare in lontananza». Spesso, invece, prima dell'esplosione di luce e della visione celeste, Natuzza avverte uno strano ronzio, come quello prodotto da un nido di api.
L'angelo custode è il compagno inseparabile della sua vita. Come tutti gli angeli che ha potuto conoscere, è un bambino bellissimo di otto o dieci anni, con i piedi sollevati da terra. Natuzza vede queste creature celesti collocate in una sorta di gerarchia spirituale, perché l'angelo delle persone consacrate, dei sacerdoti e delle suore, sta a sinistra, dando quindi loro la destra perchè li rispetta come rappresentanti del Signore; sta invece alla destra delle persone laiche, che in questo modo riconoscono la superiorità spirituale dell'angelo.
Si vuole una prova di questo? Un giorno si presentano a Natuzza due distinti signori. Il primo è uno studente di Medicina e il secondo un sacerdote gesuita. Entrambi avevano sentito parlare dei carismi di questa donna, volevano conoscerla e, nel caso, smascherarla come una fattucchiera ingannatrice. Per questo il prete si presenta in abiti civili e con un aspetto di giovane scanzonato.
A un certo punto il prete chiede consiglio a Natuzza: «Signora, io dovrei sposarmi presto con una bella ragazza della quale sono molto innamorato...». Natuzza non gli fa finire il discorso, si inginocchia e gli bacia la mano. «Signora, cosa fa?» «Le bacio la mano perché lei è un sacerdote di Dio, perché quando è entrato qui il suo angelo le dava la destra, essendo grande la dignità sacerdotale, mentre l'amico che l'ha accompagnata dava la destra all'angelo.»
Il gesuita, così come moltissime persone che hanno incontrato Natuzza in questi settant'anni, è rimasto colpito dal suo modo di parlare, al tempo stesso semplice e profondo, che testimonia una sapienza che un'analfabeta non potrebbe mai avere. Ma molti hanno potuto anche notare che, quando Natuzza risponde al suo interlocutore, spesso fissa un luogo alle sue spalle. E l'angelo che le sussurra le risposte (lei dice di vederlo anche muovere le labbra), che l'aiuta a centrare immediatamente il problema, che le suggerisce una diagnos i medica o un consiglio spirituale, che le fa uscire dal cuore parole, termini scientifici, concetti teologici che Natuzza non potrebbe mai aver appreso. E quando l'interlocutore è uno straniero, che le parla in inglese piuttosto che in francese, lei gli risponde nella sua stessa lingua.


I COLLOQUI CON L'ALDILA'

II suo angelo custode è anche in grado di dirle se un'anima si è salvata o se ha bisogno di particolari suffragi per abbreviare il tempo del suo ingresso in paradiso. Ed è questo uno dei motivi principali che hanno spinto in tutti questi anni milioni di persone a rivolgersi a Natuzza, per chiederle notizie dei propri cari defunti. Lei li vede come in carne e ossa, quasi sempre con i vestiti indossati nei loro ultimi giorni di vita, o addirittura con quelli della sepoltura.
Ma non li vede sempre, proprio perché non è una medium con capacità inventive e autosuggestive, che risponde quando sente il profumo dei soldi. L'angelo le dice subito la "posizione" del defunto nell'aldilà, ma possono anche passare mesi o anni prima che quell'anima si presenti a Natuzza, per darle messaggi per i suoi parenti viventi o notizie sul suo percorso spirituale nell'altro mondo.
«Le anime del paradiso» ha raccontato Natuzza «emanano spesso raggi luminosi e sono sempre lievemente sollevate da terra. Un giorno si è presentato un morto che ha detto di essere condannato al fuoco del purgatorio. Vedendolo tutto contento e sorridente gli dissi: "Adesso capisco perché sorridete: stando qui con me siete lontano dalle fiamme!". Lui rispose: "Ma le fiamme le porto addosso, sempre, anche in questo momento che parlo con te!". Non l'ho creduto e mi sono avvicinata, ho sentito un forte calore e ho avuto una bruciatura alla gola che il medico del paese mi ha curato per quaranta giorni.»
Sull'aldilà Natuzza racconta l'essenziale, in perfetta sintonia con la dottrina della Chiesa. I defunti le confermano l'esistenza del limbo, dove finiscono i bambini non battezzati e anche le anime buone di religioni non cristiane, che potranno vedere il Dio che non conoscono solo il giorno del giudizio universale. I defunti le confermano il giudizio di Dio, che decide, dopo la morte, se un'anima dovrà andare all'inferno, in purgatorio o in paradiso.
Ed è anche una deliziosa sorpresa scoprire dai racconti di Natuzza l'esistenza di due zone, che lei chiama "prato verde" e "prato bianco", una sorta di anticamera dove gli eletti sostano prima del paradiso, per prepararsi all'incontro con Dio. Ed è interessante ricordare che suor Anna Caterina Emmerich (1774-1824), grande personalità mistica tedesca, stigmatizzata e anche lei in relazione con le anime del purgatorio, parla di uno spazio di luce «sereno e verdeggiante», posto fra il limbo e il paradiso.
Grandi santi e alcuni mistici hanno avuto, come Natuzza, questi colloqui con i defunti. Da san Giovanni Bosco a santa Teresa d'Avila, da santa Gemma Galgani a santa Faustina Kowalska, oppure le veggenti Teresa Neumann e Teresa Musco. Ma se per costoro l'aldilà era "confermativo" della loro fede, per Natuzza (come per Maria Simma) la presenza dialogante con i defunti è finalizzata all'esercizio di un'opera di consolazione del popolo cristiano. Lei parla con i defunti in nome della vita, ricostruendo così il rapporto della comunità familiare.


NATUZZA IN BILOCAZIONE

È ancora l'angelo custode che accompagna Natuzza in quella che i suoi figli chiamano "i viaggi della mamma" e che lei invece paragona a un film visto in televisione, perché si ritrova come catapultata nella scena, cosciente che il suo corpo fisico è a Paravati, ma anche che spiritualmente si trova in un altro ambiente, anche lontano parecchi chilometri.
Il professor Valerio Marinelli, che ha scritto cinque volumi sui carismi di Natuzza, fino al 1996 ha personalmente raccolto e pubblicato le testimonianze di oltre trecento persone che l'hanno vista in bilocazione. E se un solo studioso è arrivato a quel numero, è ragionevole ritenere che alcune migliaia di persone in questi settant'anni abbiano avuto l'occasione di conoscere Natuzza traslata misteriosamente nella loro abitazione. A qualcuno è successo anche di più: l'hanno vista spostare degli oggetti, addirittura trasportarli da un luogo all'altro, oppure lasciare sul posto visitato un suo scritto con il sangue (emografia) o un meraviglioso profumo di fiori.
San Giovanni Bosco e soprattutto Padre Pio hanno avuto questa stessa facoltà. Ma la cosa più straordinaria è la controprova: il fatto, cioè, che Natuzza, quando va a trovarla una persona da lei visitata in bilocazione, anticipi e moltipllchi lo stupore, raccontandole per filo e per segno cosa avevano fatto durante la sua visita, come era arredata la casa, chi erano le persone presenti al momento e una infinità di sorprendenti dettagli che solo un visitatore vero potrebbe ricordare.
La bilocazione di Natuzza viene percepita in tanti modi, con almeno quattro dei cinque sensi, dalla vista all'udito, dall'olfatto al tatto, ma anche con la modalità del sogno-visione. Ed è sempre finalizzata alla sua missione cristiana di consolazione degli afflitti. Non a caso, spesso si biloca in compagnia dei parenti defunti.


SCRIVE CON IL SUO SANGUE

natuzza evolo scritturaLe apparizioni di Gesù e della Madonna, la visione continua del suo angelo custode, i colloqui con le anime dei defunti e le bilocazioni di Natuzza sono eventi sicuramente prodigiosi, che però appartengono alla sua soggettività. È possibile dubitarne, anche se è veramente difficile non credere di fronte alla dolcezza infinita e all'assoluta umiltà di questa donna.
Ma questa grande personalità mistica presenta anche fenomeni che migliaia di persone hanno potuto verificare con i propri occhi e che sono più concreti e tangibili delle sue visioni private. Il più straordinario, e forse unico al mondo, è l'emografia, la scrittura con il sangue da lei trasudato, che compone, su oggetti vari, frasi compiute di carattere religioso o disegni di simboli liturgici.
«Nel 1975 ero primario del reparto chirurgico dell'ospedale di Catanzaro ed ebbi modo di esaminare le stigmate di Natuzza» racconta il professor Raffaele Basso. «In presenza mia e di mia moglie, Natuzza si applicò sul polso, annodandovelo, un fazzolettino di proprietà di mia moglie. Alcuni minuti dopo lo distaccò dalla ferita e ce lo consegnò. Sul fazzolettino si erano formati il disegno di un'ostia con la scritta IHS all'interno, la figura della Madonna con il rosario, la scritta "preghiera", il disegno di una corona di spine e di un cuore trafitto da una croce. Durante il periodo nel quale lo tenne al polso, Natuzza rimase sempre alla presenza mia e di mia moglie, e di conseguenza garantisco l'autenticità del fenomeno.»
Questo fenomeno strabiliante è iniziato il giorno della Cresima di Natuzza e ancora oggi è presente in forme molto ridotte. Le analisi scientifiche eseguite all'istituto di Medicina legale dell'università di Messina, confrontando un campione di sangue prelevato a Natuzza e alcune emografie, hanno stabilito che è proprio suo il sangue che ha prodotto le scritte o i disegni.
È del tutto evidente che nessuno è in grado di "comandare" al proprio corpo di essudare sangue, e ancor meno di ordinargli di comporre disegni o scritte. E non bisogna dimenticare che Natuzza non sa leggere e scrivere in italiano, mentre con il suo sangue si sono composte frasi in latino e in greco, in francese e in inglese. In alcuni casi, poi, queste emografie si sono formate all'interno di fazzoletti ripiegati in più strati, quindi non a diretto contatto con la sua cute.
Quando era più giovane e nel pieno delle forze, per molti curiosi era quasi un gioco bussare divertiti alla sua porta e chiederle il souvenir di un'etnografia. Natuzza accontentava tutti; una volta in casa dell'avvocato Colloca lo ha fatto perfino mentre stava friggendo il pesce, inconsapevole del dono misterioso e straordinario che aveva.
Oggi le costa un grande sacrificio, perché le essudazioni di sangue avvengono soprattutto quando rivive sulla sua carne la Passione del Cristo, con dolori lancinanti in ogni parte del corpo


LE STIGAMATE DI NATUZZA

natuzza evolo stigmateÈ infatti un'"anima vittima", fin dall'adolescenza, da quando porta la croce per la riparazione dei peccati e la salvezza del prossimo. Per nulla al mondo Natuzza sarebbe disposta a rinunciare al dolore che l'affligge, o a condividerne una parte con altri, anche adesso che soffre di seri disturbi cardiaci. Lei dice che «la bontà del Signore merita che io soffra per Lui». La scienza medica è in grado di spiegare le ragioni vascolari della sudorazione del sangue (ematidrosi), ma non può attribuire carattere "naturale" alle emografie. Queste non hanno neppure una valenza "paranormale", perché non dipendono dalla sua volontà. Aveva appena dieci anni quando ha cominciato ad avere delle piccole lesioni ai polsi e ai piedi, quasi dei forellini, che apparivano spontaneamente e le davano un gran fastidio. A partire dal 1958, specie nel periodo della Quaresima e della settimana santa, queste lesioni sono diventate più estese e più profonde in corrispondenza delle cinque piaghe di Cristo.
«Ero piccolissima... Un giorno Gesù mi ha detto: "Mi appoggio a te con un dito!". E mi uscì il primo buco. A me sembrava una cosa bella, perché Dio mi toccava ed era una gioia perché vedevo il Signore. Poi, dopo cinque o sei anni, mi ha detto: "Mi appoggio con una mano". E mi è uscita una ferita alla spalla. Io ero di una felicità immensa, perché pensavo che il Signore si appoggiava a una meschina come me. Poi sono arrivate le piaghe e io le accettai sempre e con amore, perché c'è Gesù che mi conforta.»
Per molti anni Natuzza ha nascosto questi segni divini, indossando camicioni con maniche lunghe, tenendo sempre le braccia conserte quando riceveva qualcuno, evitando di aprire la porta ai pellegrini nei periodi cruciali, riuscendo a celare perfino al marito e ai figli la ferita al costato. Ma, nel 1965, la notizia delle stigmate si è talmente diffusa che negare diventa impossibile.
«Per tre anni (1979-1981) ho assistito Natuzza il venerdì santo» ha raccontato la dottoressa Isolina Mantelli al professor Valerio Mannelli. «Arrivo sempre a mezzogiorno e la trovo già in sofferenza, a letto, che sta male. L'aspetto di Natuzza è quello di una donna martoriata fìsicamente e spiritualmente. È tutta una piaga. Le piaghe delle mani sono enormi, alcune volte sanguinano, altre no. Quando le ho esaminato la piaga sul torace, mi sono entrate tre dita dentro.
«Il maggior momento di sofferenza è quando dice di vedere il Demonio, che le mostra la distruzione della sua famiglia, con i figli che muoiono di morte violenta. E l'unica volta che Natuzza si ribella: "Io questo non lo sopporto, questo proprio no!", continua a dire. Ma, subito dopo le tentazioni, entra in uno stato di estasi, non parla più, ha gli occhi fissi, il volto rasserenato. È come se ci fosse un premio per la sofferenza. Tutto questo fino alle ore 14,30 circa. L'ultima scena è quando Natuzza assapora qualcosa di amaro, fa una smorfia e poi trae tre grandi sospiri come quelli dei comatosi. Le sue labbra sono cianotiche, lei è fredda ma il polso c'è. È un'asfissia, la ragione più probabile della morte di Gesù.
«Non è piacevole assistere a tutto questo. Io vado da lei in qualità di medico, ma soprattutto per rassicurare il marito, perché Natuzza, in quelle circostanze, non ha certo bisogno di un medico. Io mi metto in un angolo, ma vedere una sofferenza così forte, a cui non si può partecipare e che non si può capire, mi sconvolge. A un malato si può dare aiuto, a lei no.»
Questa è la testimonianza di uno dei molti medici che hanno assistito Natuzza quando riceve le stigmate e rivive tutti i momenti della Passione, che si conclude nel primo pomeriggio, proprio nell'ora della morte di Gesù. Nella sua casa, in quei giorni, oltre ai familiari ci sono sempre alcuni sacerdoti, in particolare don Michele e don Pasquale Barone, parroco di Paravati e presidente della fondazione Cuore immacolato di Maria, Rifugio delle anime.
«Abbiamo visto nella sua persona Gesù sulla via del Calvario e poi appeso al legno della croce» ha raccontato il venerdì santo del 1995 a tutti i fedeli riuniti dentro e fuori la parrocchia. È tutto il paese che partecipa costernato alle sofferenze di Natuzza, aspetta con ansia notizie sulla sua salute e spera che Dio l'abbia nuovamente benedetta con i suoi segni. Qualcuno interpreta l'evento anche in modo scaramantico (come accade per la liquefazione del sangue di san Gennaro).


GRAZIE, PROTIGI, OPERE

Signora, migliaia di persone da ogni parte del mondo possono giurare di essere state miracolate da lei...
«Io sono solo una poveraccia, dico sempre di me che sono un verme di terra... So bene che molti parlano di "miracoli", ma questa è la cosa più inesatta che si possa dire o che si possa immaginare. I miracoli li fanno solo Gesù e la Madonna! Se fosse per me, io miracolavo tutto il mondo, prima nello spirito e poi nel corpo! Io ho solo pregato, indegnamente, per i drammi personali che migliaia di persone mi raccontano. Quello che faccio io è pregare il Signore, perché abbia pietà di loro e li aiuti. E se qualcuno viene poi per ringraziarmi, dico che devono farlo a Gesù e alla Madonna3.»
Ma sicuramente la sua preghiera è molto ascoltata, e sono alcune migliaia le persone guarite prodigiosamente, anche da malattie con prognosi infausta. Natuzza, neanche fosse una studiosa di teologia, più volte ha distinto le grazie dai miracoli, intendendo le prime un aiuto che possono dare Gesù o la Madonna, ad esempio per il buon esito di un'operazione chirurgica, mentre i secondi si producono quando la guarigione è immediata e completa, con la scomparsa del male. Così Natuzza intervistata da Pino Nano, caporedattore di RAI Calabria. Questo carisma delle guarigioni si associa spesso al dono della illuminazione diagnostica, e spesso i due non sono distinguibili. Con assoluta chiarezza Natuzza, sempre su suggerimento del suo angelo, è in grado di anticipare le diagnosi dei medici, di consigliare l'uso di questo o quel farmaco, di prevedere l'esito di una operazione chirurgica e, talvolta, anche di correggere una diagnosi.
Ma non ha la superbia di affermarlo. «Io, quando sono sicura che l'angelo mi dice che il medico ha indovinato la malattia, dico: fidatevi alla fiducia del medico. Se l'angelo mi dice che il medico non l'ha indovinata, io, per non fare mancanza di carità, non dico che il medico ha sbagliato, ma dico: andate in un altro posto perché più occhi vedono meglio di due.»
Sfogliando le testimonianze di oltre duecento persone, pubblicate nei volumi del professor Valerio Mannelli, si possono scoprire: miracoli "positivi" (quelli che scongiurano la realizzazione di un evento inevitabile, come ad esempio l'essere sepolti da una frana); grazie di guarigione rivolte a bambini, a gente di ogni ceto e nazionalità, perfino a illustri cattedratici e primari ospedalieri in Calabria o a Roma; miracoli di conversione, persone che ritrovano la fede e guariscono nell'anima, e che raccontano di aver avuto l'impressione di essere stati in paradiso quando sono entrati, pieni di scetticismo o con profonde convinzioni atee, nella casa di Natuzza.
Con tutto quello che ha fatto in questi settantanni, ricevendo e consolando alcuni milioni di persone, Natuzza avrebbe potuto diventare miliardaria. Ma al massimo ha accettato un fiore fresco da mettere sotto la statuetta della Madonna o ha promosso piccole collette per aiutare chi era ammalato e non aveva neppure i soldi per comprarsi un'aspirina. Il suo è un apostolato di carità, ha sempre pensato agli altri più che a se stessa.
E adesso che comincia a sentire la fatica dell'età e delle malattie che l'hanno colpita, con quasi due anni di ospedalizzazioni, soffre di non avere più la forza di ricevere oltre cento persone al giorno, come faceva ancora qualche anno fa. Forse l'unica grande gioia che le riempie il cuore è quella di vedere che alcuni suoi grandi sogni si stanno realizzando.
Il 4 dicembre 1986 Natuzza svela un segreto al suo parroco, don Pasquale Barone: la Madonna, molti anni prima, nel lontano 1944, le aveva detto che a Paravati sarebbero sorte opere di contenuto sociale e religioso, dedicate soprattutto agli anziani, ai portatori di handicap e ai giovani. Il parroco informa il vescovo di Mileto, monsignor Domenico Tarcisio Cortese, e comincia un'avventura che ha, anche questa, del miracoloso, nel nome di Natuzza.
Nel maggio del 1987 viene costituita l'associazione Cuore Immacolato di Maria, Rifugio delle Anime. Il 23 maggio 1992 viene inaugurato il primo Centro Anziani alla presenza di migliaia di persone. Il 14 dicembre 1994 viene tagliato il nastro dell'auditorium polifunzionale, con una ricettività di duecento posti, fulcro propulsore di numerose iniziative religiose e sociali. Il 5 luglio 1998 l'associazione si trasforma in fondazione di religione e di culto, ottenendo l'anno successivo il conferimento degli effetti civili con decreto del ministero dell'Interno.
Nel frattempo è iniziata la costruzione del secondo Centro Anziani, in un angolo della vallata di Paravati dove si può scorgere il campanile della basilica di Mileto. E quando, nel maggio del 1998, i cenacoli di preghiera di tante città creati su impulso di Natuzza sono arrivati a Roma, in piazza San Pietro, il Santo Padre ha benedetto il primo mattone della nuova chiesa di Paravati. Avrà tremila posti a sedere, un grande salone per le confessioni e un piazzale che potrà contenere anche diecimila persone. Sarà una Chiesa a forma di cuore, il cuore di Maria Immacolata.


LA CHIESA E NATUZZA

Eppure, in un passato ormai lontano, l'atteggiamento della Chiesa non era
favorevole a Natuzza. Anche lei, purtroppo, come Padre Pio e altre persotà mistiche, nel 1940 ha subito la sfortuna di una "diagnosi a distanza" di padre Agostino Gemelli, che, pur non avendola mai incontrata, l'ha bollata ugualmente come isterica. Gemelli consigliava al vescovo Paolo Albera di tenersi lontano, indifferente, sostenendo che in questo modo i suoi fenomeni sarebbero svaniti.
Svanirà invece la prudente diffidenza delle autorità ecclesiastiche, di fronte all'"ottima impressione" ricevuta dalla vita umile, povera e obbediente di Natuzza. Come ha detto, dopo averla conosciuta, un gran fustigatore dei costumi come il gesuita padre Bartolomeo Sorge, ex direttore de «La Civiltà Cattolica», «l'umiltà, se uno ce l'ha, traspare anche se sta zitto. Se uno non ce l'ha, anche se dice ad alta voce "sono umile", si capisce che è un gran superbo. Natuzza è un'anima umile e questo è il segno della presenza di Dio... Il secondo aspetto che mi ha colpito davvero molto è la sua preghiera, lo spirito di adorazione e di amore che questa donna offre al Signore. Quando questi due elementi vanno insieme, si può stare tranquilli che c'è un'opera di Dio sostanziale».
Il nuovo vescovo di Mileto, monsignor Domenico Tarcisio Cortese, più volte ha espresso pubblicamente il suo giudizio estremamente positivo su Natuzza, sottolineando come sia «una donna di pazienza, di grande fede, che obbedisce alla Chiesa e non si è mai lasciata strumentalizzare dal denaro, non ha mai ceduto a questa tentazione che avrebbe potuto renderla miliardaria, con le folle che vanno da lei... Natuzza non costituisce un problema per la Chiesa, il problema è semmai la gente che va da Natuzza, perché spesso le chiedono di tutto e di più. Io penso che la maggior parte delle persone escano dalla sua casa con una serenità di spirito che non facilmente si ottiene andando dai padri spirituali. E quindi una persona che va molto rispettata».


NATUZZA EVOLO, MISTERO DEL TRASCENDENTE

È una donna semplice e umile, povera e nascosta, che da circa settant'anni è un simbolo vivente della fede cristiana, vive in un orizzonte di amore e di sofferenza, possiede doni e carismi straordinari, misteriosi e unici, dei quali è ignara spettatrice e docile strumento.
Questa donna che non è mai andata a scuola, non sa leggere né scrivere e parla con influssi dialettali, ha tut tavia una capacità assolutamente naturale e spontanea di comprendere in profondità i problemi che le ven gono prospettati dai suoi interlocutori. Lei entra nella loro anima, nelle loro menti e nei loro cuori. Ha il dono di saper scrutare nelle coscienze.
Questa donna, fin da quando era bambina, ha un continuo colloquio con il suo angelo custode, che la guida, la ammonisce, la consiglia, le fa conoscere anche gli angeli protettori delle persone che incontra e con le quali parla, permettendole così di dare risposte che solo una persona colta potrebbe dare. Ha quindi il dono delle visioni angeliche, e il suo è anche un raro caso di "possessione" angelica.
Questa donna, in particolari momenti della sua vita e quando cade in estasi, ha apparizioni e colloqui diretti con Gesù e con la Madre di Dio, è visitata anche da santi e da anime elette della Chiesa. È un dono riservato solo alle autentiche personalità mistiche.
Questa donna ha visioni e colloqui con le anime dei defunti, che le appaiono in sembianze umane,presentandosi con il proprio nome e con particolari distinguibili solo dai parenti. La frequenza di contatti è assolutamente sbalorditiva rispetto ai casi studiati nella storia di alcuni grandi santi. Ha così il modo di esercitare una enorme funzione consolatoria, perché ricuce quel legame umano che la morte ha interrotto.
Questa donna, che ovviamente non conosce nulla di medicina, ha tuttavia il dono della illuminazione diagnostica, perché è in grado di stabilire immediatamente una diagnosi, suggerire un farmaco o la necessità o meno di subire un'operazione chirurgica.
Questa donna ha la facoltà di "bilocarsi", di poter cioè apparire persino a centinaia di chilometri di distanza, spesso anche con un aspetto completamente reale e addirittura producendo azioni fisiche nella casa da lei "visitata".
Questa donna ha il carisma delle guarigioni prodigiose mediante la preghiera, ha il carisma della profezia, e quello di poter parlare lingue sconosciute.
Questa donna che, lo ripetiamo, è analfabeta, possiede la facoltà dell'emografia, della scrittura con il sangue, attraverso la spontanea e strabiliante apparizione di frasi a carattere sacro, anche in lingue straniere, su oggetti (magliette, fazzoletti, garze) che vengono a contatto con il sangue da lei trasudato.
Questa donna vive sulla sua carne tutte le sofferenze mistiche, dalle stigmate ai tremendi patimenti della Passione del Cristo, dalle malattie non decifrabili alle vessazioni diaboliche, dai dolori fisici a quelli morali e spi rituali.
Questa donna ha il dono del "profumo mistico", che viene spesso percepito anche a distanza, nei suoi viaggi bilocativi.
Questa donna, infine, che in tutti questi settant'anni ha incontrato alcuni milioni di persone che hanno bussato alla sua porta, ha il dono della conversione delle anime, che è forse il fine ultimo della sua missione.


FONTI E APPROFONDIMENTI:
http://www.apparizioni.com/Santi_e_Mistici_di_Calabria/Natuzza Evolo/index.htm


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Scritta da: ROSELLA il 26/08/2010

Non voglio fare polemike e ognuno e' libero di credere cio' che vuole ma io so per certo che pur operando agli occhi dei fedeli (cattolici)in modo miracoloso per mano di Dio e della "madonna" non erano altro che opere del diavolo in quanto nche egli si traveste di angelo di luce......e poi Gesu' ha gia' patito le pene sull croce per tutti noi come volle il Pdre suo e nostro perke' vanificare il sacrificio del Signore Gesu' dando credito a questi trucchi di prestigio provenienti dal nemico?(parlo delle piaghe e delle stimmate sul corpo della evolo)Dio nn vuole che nessun altro porti il pesante fardello ke porto gesu' per la nostra redenzione...

Scritta da: antonella il 16/09/2010

adesso che natuzza non ce piu continua a fare i miracoli dal paradiso io la vedevo per televisione mi dava molta sicurezza mi piaceva come persona semplice se potesse fare un grande miracolo di farmi avere un bambino mi farebbe molto felice la ringrazio di cuore antonella

Scritta da: matilde carpentieri il 25/10/2010

Anch'io ho sperimentato la potenza di Gesù e la presenza di Natuzza,attraverso un episodio che mi è capitato 20 anni fa.Era pomeriggio e venni avvisata che per televisione sarebbe stata trasmessa un'intervista a Natuzza .Feci in fretta un pan di spagna per una torta(era il compleanno di una delle mie figlie) e l'infornai.Mi misi a sedere e guardai il programma che durò quasi tre ore perchè c'erano anche altre interviste ad altri veggenti(due ragazzi di Mirto Crosia ed un altro che non ricordo).Quando la trasmissione finì e solo allora ,mi ricordai della torta.Pensai si fosse bruciata.....invece era pronta da togliere;dopo tre ore??????

Scritta da: maria il 26/10/2010

due mesi fa mi e successo una cosa strana ha bussato alla porta di casa mia una signora dicendo che aveva chiesto nel mio paese una signora con molta fede e alcuni abitanti avevano fatto il mio nome. mi ha raccontato una cosa strana dicendo che era una ragazza madre viveva in una casa costruita da natuzza doveva tornare al suo paese e non aveva i soldi per tornare e che natuzza le aveva detto di venire da me. io le ho dato i solda per carita criistiana ma sono rimasta sempre col dubbio.

Scritta da: stefania il 03/11/2010

il dono di questa donna è un bene straordinario....tutti dovremmo riflettere sull'esperienza di vita di questa signora così pura e sacra...guardarci attorno e effettivamente accorgerci che tutti siamo dei peccatori che possiamo fare tanto per gli altri e renderci utili per persone più sfortunate di noi...non tutti abbiamo il coraggio di trascurare noi stessi per rendere felici altre persone...sono veramente poche le persone che riescono a farlo...e noi da queste possiamo solo prendere esempio...Natuzza secondo me può essere definita una Santa....e spero che negli anni la Chiesa possa darle questo titolo che lei sempre si è meritata...prego per natuzza e per tutte le grandi persone che riescono a far del bene...che possano aiutare noi peccatori ad essere più umili....gioiosi e felici...e di avere più amore verso il prossimo...

Scritta da: jacob il 26/11/2010

io penso che bisogna applicare la ragione, che e dono di Dio, prima di fare queste affermazioni:in primis, devo smentire la tua affermazione in quanto Gesù stesso dice che ognuno deve prendere la sua croce e seguirlo; in secundis non mi sembra giusto additare una serva del signore come il demonio visto che attraverso il suoi doni, NEL NOME DI GESù E DELLA MADONNA (e non nel suo)- ha portato alla fede tante persone?poi ti rispondo con un altra domanda:secondo il tuo ragionamento allora tutti i santi sono manifestazioni demoniache? E' vero Gesù ci mette in guardi dai falsi profeti,ma tsali sono quelli che sviano dalla parola del Signore, mentre coloro che operano secondo gli insegnamenti del Signore sono quelli che "saranno perseguitati a causa del nome di Gesù" come dice egli stesso...

Scritta da: jacob il 26/11/2010

Comunque nostro punto di riferimento resta il Signore, e credendo in lui, praticando i suoi insegnamenti e pregendolo di non farci peccare potremmo ottenere la salvezza. Amen

Scritta da: ANNA il 06/12/2010

GIOVEDì 01/12/10 presso la banca dove lavoro viene una persona e chiede di me dice di venire dalla Calabria e doveva venire qui a Napoli a lavorare presso una famiglia ma che non aveva trovato nessuno all'indirizzo. da me c'era folla e non ho prestato molta attenzione alla fisionomia della persona . poi mi disse che l'aveva mandata da me una certa natuzza evolo che io non ho mai sentito parlare ed io ho pensato che fosse una persona della mia comunità (faccio un cammino neocatecumenale e sono l'ultima com. della mia parrocchia) che non conoscevo. mi ha detto che voleva tornare in calabria che era ragazza madre... le ho dato ciò di cui le occorreva ma sono rimasta un po' così. poi è venuta una mia sorella di com. che conosceva tutti in poarrocchia e le ho chiesto chi fosse natuzza evolo. lei mi ha risposto è una santa. ma io non le ho detto niente xchè non volevo che mi si prendesse in giro per essere stata truffata ma ho solo pregato il Signore che quando devo fare un'opera di bene di farmela fare senza pensare al male ma solo al bene. e così è stato. ma la curiosità è forte e sono andata su google per conoscere natuzza. quella signora che è venuta da me somiglia molto a natuzza più giovane. non so chi fosse. spero solo che quella persona sia tornata dove voleva andare. pace e bene

Scritta da: Margherita il 03/02/2011

Stamattina presso l'uffico postale di Napoli al vomero dove lavoro, come è capitato ad Anna, una signora che non conoscevo ha chiesto di me raccontandomi la stessa storia, e cioè che era venuta in città per lavorare presso una famiglia che non era riuscita a trovare ed aveva bisogno di ritornare in calabria presso la casa famiglia delle ragazze madri di Natuzza Evolo, le ho dato i soldi che mi ha cercato per il biglietto del treno dicendomi che domani mi chiamerà il parroco del paese per ringraziarmi...
Le ho lasciato il mio numero di cellulare ma ora dubito seriamente che domani riceverò tale telefonata.
La signora è di bassa statura cicciottella con i capelli neri - brizzolati racchiusi in una coda di cavallo, viso tondo...


Scritta da: Miriam il 23/08/2011

Cercavo delle notizie sui messaggi della Madonna di Crosia e sono approdata su questo articolo su Natuzza. La conoscevo dai media ma non conoscevo la sua data di nascita, così quando letto la prime parole dell'articolo (E' nata il 23 agosto 1924 a Paravati) mi sono detta "aspetta un attimo, ma non è proprio oggi il 23?" ... e sì, oggi è proprio il 23 agosto 2011...
Probabilmente non significa nulla però queste "coincidenze" rappresentano sempre qualcosa di bello.

Scritta da: pina il 02/09/2011

Chiedo preghiere a Natuzza e atutti i suoi fedeli per la guarigione di francesco, gravemente malato di cuore. Grazie Pina. Vi faro' sapere.

Scritta da: angelo il 10/10/2011

Cara mamma Natuzza non sapevo della vostra esistenza vi ho conosciuta grazie alla trasmissione misteri in tv, di problemi ne abiamo abbastanza ma io ti chiedo umilmente di aiutare mia suocera Carmela che si triova in una casa per anziani ad Aragona e non sta tanto bene,

Scritta da: GIUSEPPE il 10/10/2011

vorrei sapere dove è sepolta la grande NATUZZA. GRAZIE

Scritta da: Cinzia B. il 14/10/2011

Ho sentito parlare di Natuzza durante un'intervista televisiva anni fa, ne ero rimasta davvero impressionata..peccato non averla conosciuta.
Sto attraversando un periodo molto difficile, chiedo aiuto a Natuzza, attraverso il mio angelo, ho bisogno di lei per iniziare una nuova vita...una vita pulita e ricca di fede....
Ti prego Natuzza...aiutami...

Cinzia

Scritta da: daniela il 18/10/2011

chiedo l'aiuto di Natuzza per la conversione di mio figlio Matteo Grazie

Scritta da: Angelica il 27/10/2011

Leggendo tutti questi messaggi, mi rendo conto che ci sono tante persone bisognose che meriterebbero tanto amore ed affetto da parte di chi sta meglio. Oggi è una giornata molto triste per me. Ho appena assistito in diretta ai funerali del Givane Campione Marco Simoncelli e mi chiedevo se si potesse morire davvero così giovani inseguendo la propria passione. Mi si stringe il cuore al pensiero dei suoi genitori e della sua fidanzata. Oggi sono molto vulnerabile e la mia anima è affranta da tutta questa sofferenza. Il mio pensiero è rivolto anche ai tre giovani che hanno perso la vita a Catania in un brutto incidente. Perchè succede questo? Veramente sono Angeli che il Signore chiama a sè oppure ci autoconvinciamo di questo per risollevare la nostra anima? Io ho avuto il piacere di conoscere Natuzza quando ero molto piccola (andai con mia mamma). Lei ci parlò di una nostra cara defunta (cugina di mamma scomparsa tragicamente e molto giovane a causa di un brutto male), ci disse che stava bene, che era serena e passeggiava in un giardino verde e fiorito. Negli anni ho pensato spesso a quelle parole, ma il suo volto non riesco a ricordarlo. Mi sembra di ricordarlo come un sogno, non come un fatto accaduto realmente. Allora oggi volevo chiedere alla Santa Natuzza di vegliare su questi Angeli volati via così giovani, di alleviare le sofferenze delle loro famiglie e di proteggere tutti i giovani dalle insidie umane e dai pericoli quotidiani. Salvaci Tutti, ti prego!

Scritta da: domenico il 24/11/2011

sai che, nonostante tutto, non ti dimenticherò mai!

Scritta da: Giovanni il 12/12/2011

Natuzza Evolo ti chiedo un aiuto, in questi giorni sto passando un brutto momento ho paura di ricevere una brutta notizia che riguarda la mia salute,credo di avere una malattia incurabile ho solo 36 anni,ti chiedo di interagire per me,lo so che non merito di essere ascoltato dopo tutti i peccati che ho commesso,ma i peccatori il nostro signore Gesu li ha sempre perdonati,ti chiedo di aiutarmi nelle mie sofferenze di questi giorni,come avrei voluto conoscerti tu per me sei gia una santa,aiutami ti prego.

Scritta da: STEFANO il 24/12/2011

TI PREGO NATUZZA PREGA PER LA MIA SALUTE DIO Sà QUANTO SOFRO PACE è BENE A TUTTI E BUON NATALE STEFANO

Scritta da: anna il 30/12/2011

dolcissima madre Natuzza Evolo con tanta paura e timore di non essere degna , ti chiedo un aiuto speciale perche' la mia situazione economica e' piu' che disastrosa, e il dolore che provo nel non poter garantire alla mia grande famiglia ,serenita' mi fa davvero stare molto male e' per questo motivo che oso chiederti un aiuto speciale dal cielo .

Scritta da: luisa il 13/01/2012

cara ndatuzza vorrei dare un volto agli Angeli che mi vengono a trovare o capire se quello che faccio è giusto.......sai a cosa mi riferisco......

Scritta da: JAK 38 il 16/01/2012

TI PREGO DI FARMI SAPERE DELLA MIA MARY e di pregare Gesù di accrescere la mia fede ed il mio amore verso di Lui.

Scritta da: Antonella il 21/01/2012

Grazie Mamma Natuzza!

Scritta da: Pino il 27/01/2012

Natuzza prega per mia sorella.